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Intervista ai Béton Armé

Chiacchierata con la band oi! di Montreal Béton Armé

Sin dai primi ascolti ci siamo perdutamente innamoratx dei Béton Armé, band di Montréal, Quebec nata nel 2018. Il loro Oi! si ispira alla scuola italiana anni ‘80 e a quella francese degli ultimi anni, arricchito anche da influenze punk hc che danno la spinta giusta al tutto. Ne esce un sound diretto, ruvido e selvaggio davvero unico. Nel 2025 hanno fatto uscire “Renaissance” per l’etichetta La Vida Es Un Mus che abbiamo inserito immediatamente nei nostri preferiti dell’anno! 

  • Radio Punk: Ciao e grazie mille per essere qui sulla nostra webzine! Partiamo dalle basi, sappiamo che vi siete formati nel 2018 e negli anni avete consolidato il vostro progetto attraverso diversi split e due uscite. Da dove vengono i Béton Armé? Avete – o avete avuto – altri progetti oltre a questo? 

Béton Armé: Ciao! Innanzitutto, grazie per averci invitato. È sempre un piacere contribuire alle ‘zine di tutto il mondo. È una parte davvero importante della sottocultura e per noi è sempre un onore parteciparvi. 

L’idea della band ha preso forma alla fine del 2017 e abbiamo iniziato a suonare insieme all’inizio del 2018. Tutto è iniziato quando io (Oli, chitarra) sono tornato dalla Francia, dopo aver trascorso un anno a Parigi dove ho frequentato delle persone in un periodo in cui la scena era al suo apice e volevo davvero tornare a suonare, dato che per anni, a causa dei continui spostamenti tra il Canada e la Francia, non ero riuscito a far parte di una band in modo serio. Allo stesso tempo, Dan (voce) e Fabio (basso) hanno avuto l’idea di formare una band con influenze simili, quindi siamo stati presentati da un amico comune e da lì siamo partiti. Abbiamo chiesto a Remi (batteria) di unirsi a noi perché lo avevamo visto suonare con altre band e pensavamo che l’energia che trasmetteva fosse esattamente ciò di cui avevamo bisogno. In realtà è l’unico che faceva già parte di una band degna di nota (haha). Suonava infatti con i Faze, una band hardcore di Montreal che negli ultimi anni si è confermata come una delle migliori in città. Per quanto riguarda noi altri, avevamo tutti suonato in band punk e hardcore, ma nessuna di queste era conosciuta al di fuori della scena locale. 

  • Radio Punk: Il vostro ultimo disco “Renaissance”, uscito per l’etichetta La Vida Es Un Mus, è una vera e propria chicca. Sappiamo che vi ispirate sia a band francesi, come i Rixe, sia alle band Oi! italiane degli anni ‘80 e in questo disco si sente alla grande! Siamo curiosx, quali sono le vostre band italiane preferite? 

Béton Armé: La risposta è davvero facile e piuttosto ovvia. Nabat è ovviamente il primo nome che mi viene in mente ed è una delle principali influenze della band. Ci piacciono molto anche i Rough di Torino. Per noi sono un classico, specialmente per Fabio. Ci piacciono anche i Basta. Sono tutte band fantastiche con il genere di energia che volevamo infondere nella nostra musica sin dall’inizio. 

  • Radio Punk: Ci raccontate qualche chicca, curiosità, aneddoto sul disco? E più in generale, c’è qualcosa che vorreste dire sul disco o su di voi che nessuno vi ha ancora chiesto?

Béton Armé: Ecco una curiosità: come dice spesso Dan, siamo una band dance di Montreal. L’idea è quella di far ballare la gente e per farlo alcune delle nostre canzoni sono fortemente influenzate (se non addirittura copiate) dai successi euro dance degli anni ’90. Lascio a chi legge il compito di indovinare quali! 

Photo by Rob Coons

  • Radio Punk: In Europa e nello specifico in Italia, la scena punk e skin è strettamente legata alle lotte sociali-politiche e ai temi come ad esempio antifascismo, anticapitalismo, transfemminismo è così anche nella scena canadese?

Béton Armé: Sì. Soprattutto a Montreal, le scene punk e oi! sono molto interconnesse e fortemente orientate a sinistra. Facciamo del nostro meglio per mantenere questa situazione e questa è la nostra posizione politica. 

  • Radio Punk: Venite dal Canada, precisamente da Montreal e in una vostra intervista di qualche tempo fa (fatta da Matt di Creases Like Knives) parlavate del fatto che la gentrificazione stia distruggendo la vostra città, cosa che purtroppo stiamo vendendo anche noi in moltissime città italiane. Come resiste a tutto questo la scena punk e skin? Ci sono delle “zone franche” o dei luoghi, locali, squat che cercano di rallentare l’inesorabile caduta verso il mondo degli yuppie? 

Béton Armé: È molto difficile. Gli spazi DIY aprono e chiudono continuamente. La gente cerca di organizzarsi e costruire comunità alternative, ma il fenomeno generale sta colpendo molto direttamente le nostre scene. Un esempio è la chiusura del LoudHouse, che fino a pochi anni fa era uno dei locali/squat DIY più longevi del Nord America. Non abbiamo ancora trovato una nuova alternativa per sostituirlo e sta diventando piuttosto difficile. Anche Katacombes ha dovuto chiudere. Era un locale di proprietà e gestito da punk ed è stato demolito per costruire condomini. Credo che l’unica speranza sia il quartiere in cui vivo, Hochelaga, dove vivono molti punk. È sempre stata una zona della città di sinistra/operaia e molte iniziative comunitarie collaborano per combattere – o almeno rallentare – l’aggressiva gentrificazione della nostra città. Funziona in una certa misura, ma gli affitti continuano ad aumentare ed è una battaglia in salita senza fine.

Photo by Joe Altmann

  • Radio Punk: Avete suonato molto e in tantissimi paesi diversi tra USA, Messico, Cile, Spagna, Germania, Francia… quando venite in Italia?! A parte gli scherzi, alle band che girano molto come voi, ci divertiamo sempre a chiedere qualche aneddoto trash/grottesco avvenuto durante i vostri tour. Fateci ridere!

Béton Armé: A settembre faremo almeno un concerto in Italia che presto verrà annunciato. (Ndr: abbiamo realizzato questa intervista prima dell’annuncio del concerto a Bologna, vi lasciamo qui il link dell’evento) E ovviamente vorremmo farne altri. Nei prossimi anni sicuramente.

Per quanto riguarda gli aneddoti, credo che questo sia il nostro classico: un membro della band – di cui non faccio il nome – una sera a Milwaukee ha bevuto troppo e ha finito per ubriacarsi così tanto da pisciarsi addosso… con il suo passaporto nuovo di zecca in tasca. Da allora quel documento è stato soprannominato “the PISSport”. E, forse per coprire il misfatto, un altro membro della band ha lasciato una bottiglia di birra vuota sul divano dove era successo, e la volta successiva il proprietario della casa è venuto subito da noi dicendo: “Bel tentativo di coprire la macchia sul divano, ma non preoccupatevi, non è la prima volta che qualcuno ci piscia sopra”.

  • Radio Punk: Siete un gruppo che viene supportato molto sia dal vivo che non, avete avuto un grande riscontro e crediamo che questo vi renda felicissimi! Sappiamo anche che nei vostri testi ci tenete molto a diffondere il concetto di unità nella scena, di supporto reciproco e di miglioramento personale. Come trasportare questi splendidi concetti nella prassi quotidiana? E a proposito di scena, c’è unità tra le sottoculture dalle vostre parti? 

Béton Armé: A Montreal c’è un’evidente unità. Il sostegno che abbiamo ricevuto da tutte le sottoculture underground è stato fantastico. Anche la scena più “mainstream” sta iniziando a notarci e a sostenere ciò che facciamo, il che è fantastico. Cerchiamo di mettere in pratica ciò che predichiamo, facciamo suonare nuove band, sosteniamo i nostri amici e siamo sempre entusiasti del successo delle altre band. Ora comprendiamo la mole di lavoro necessaria per essere una band che fa tour ed è importante per noi ricambiare il favore ogni volta che è possibile. 

Photo by Joe Altmann

  • Radio Punk: Siamo alla fine, grazie mille per averci risposto e chiudiamo con l’ultima, sfiziosissima domanda: Chi siete nella vita di tutti i giorni? Quali sono i vostri lavori e hobby al di fuori della musica? Ciao!

Béton Armé: È stato un piacere, grazie per averci ospitato! Per quanto riguarda la nostra vita quotidiana, io sono uno storico, ho fatto ricerca e insegnato storia all’Università per un po’. Remi e Fabio lavorano nell’edilizia/ristrutturazione e Dan è un elettricista di professione. Ma al momento siamo così impegnati con il tour che non facciamo più nessuna di queste cose molto spesso. Remi è un ottimo skater ed è una parte importante della sua vita. Personalmente mi piace soprattutto leggere e guardare il calcio. E alla maggior parte di noi piace l’hockey perché… a Montreal è inevitabile, haha.

Immagine di copertina di Jesse Ramirez