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	<title>ska punk Archivi - Radio Punk</title>
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	<description>International punk ‘zine, Label &#38; distro ,  pin maker / stampa spillette, Antifascist DIY crew</description>
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	<title>ska punk Archivi - Radio Punk</title>
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		<title>Intervista ai Causa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RadioPunkEC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 06:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Punk rock]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra chiacchierata con i Causa e il video di &#8220;Pay&#8221;, tratto dal nuovo EP “Nel mondo degli OK” Ho tra le mani quello che per i più giovani è un reperto archeologico e per noi più, ehm, stagionati, un contenitore di ricordi: una custodia di rullino fotografico. Quella in questione contiene però il nuovo &#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">La nostra chiacchierata con i Causa e il video di &#8220;Pay&#8221;, tratto dal nuovo EP “Nel mondo degli OK”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho tra le mani quello che per i più giovani è un reperto archeologico e per noi più, ehm, stagionati, un contenitore di ricordi<strong>: una custodia di rullino fotografico</strong>. Quella in questione contiene però il nuovo EP dei Causa, <strong><a href="https://causaskapunk.bandcamp.com/album/nel-mondo-degli-ok">“Nel mondo degli OK”</a></strong>, su chiavetta USB arrotolata in un foglietto con i testi, un po’ come le istruzioni per assemblare le sorpresine degli ovetti di cioccolato. Affascinata da questa confezione originale e totalmente DIY, ma anche dall’ascolto del contenuto, ho deciso di fare qualche domanda alla <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.facebook.com/causa.band">band</a></strong></span>. Vediamo cosa ci hanno raccontato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Ciao, vi diamo il benvenuto nella nostra ‘zine! Raccontateci un po’ di voi. Chi siete, come e quando vi siete conosciuti, come avete deciso di formare una band? Di quali altre band, collettivi, progetti avete fatto parte in passato o fate ancora parte?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: Ciao! Grazie per questa intervista!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in giro dal 2006, ci siamo conosciuti alle superiori, provavamo di pomeriggio nel garage di <strong>Nicco</strong>, ovviamente il batterista! In quel garage ci abbiamo scritto le primissime demo e i primi 2 album, <strong>“Regole Non Scritte”</strong>&nbsp;e <strong>“Teledisperati”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo abbiamo preso una stanza con accanto un ecomostro di tutto rispetto, e ci abbiamo scritto <strong>“Venti Nove” </strong>che è infatti il civico, e l&#8217;ultimo col fiato sospeso in due anni di pandemia <strong>“Nel Mondo Degli OK”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi quasi 17 anni abbiamo avuto tutti più o meno anche altre band e progetti paralleli a pieno regime, sempre punk attitude,&nbsp;abbiamo organizzato insieme concerti, feste, robe insomma!&nbsp; Veniamo dalla provincia di Pisa, o le fai o non c&#8217;è niente!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Parlateci di questo nuovo disco, “Nel mondo degli OK”. Come nasce? Cosa ha di diverso dai precedenti sul piano musicale? Quali sono i temi che affrontate nei testi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: <strong>&#8220;Nel Mondo degli OK&#8221;</strong> è stato scritto tutto d&#8217;un fiato, sono 5 brani piuttosto sparati senza troppe compositive seghe mentali se paragonato ai precedenti album. Scritto di getto non si può dire, però abbiamo mantenuto l&#8217;idea iniziale di ogni brano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Testi indiretti un po’ ermetici sempre contropotere. Dentro ci sono aneddoti personali e di fantasia, parole dall&#8217;esistente sentite e lette e alcune citazioni che vanno un sacco di moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo registrato da <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.alesportelli.com/">Ovi Alessandro Sportelli,</a></strong></span> è il secondo album che facciamo con lui, date un&#8217;occhiata al suo portfolio! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo logo del gruppo è stato disegnato da <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.instagram.com/macca_ipkiss/">Macca Ipkiss</a></strong></span>, amico di vecchia data, grande tatuatore handpoke!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: E ora diteci tutto su questo originalissimo formato fisico, disponibile in sole 100 copie numerate a mano. Come vi è venuto in mente? Dove avete trovato le 100 custodie da rullini?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: Ma niente scherzando tra di noi è venuta fuori questa idea dopo mille scartate, ci sembrava fattibile e ganzetto! Già anni fa facemmo delle chiavettine usb indossabili come un braccialetto, era una sorta di raccolta con 2 album 1 split 1 live i videoclip e alcune foto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stavolta invece abbiamo fatto delle chiavettine molto piccole con inciso il logo, <strong>Pinolo</strong> (Chitarra-tromba-voce) che è il nostro grafico di fiducia, ha preparato i file da stampare per fare il libretto, che è praticamente una striscia bassa e lunga a doppia faccia di stampa, quindi: taglia, numera, arrotola, formatta usb, carica album su usb, inserisci tutto nel contenitore, 100 volte ci sembrava ragionevole! Scherzi a parte volevamo qualcosa di nostro senza doversi preoccupare troppo di siae, di grafiche, di cose burocratiche, di minimi di stampa, insomma qualcosa di semplice che fosse utile e tascabile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I contenitori dei rullini sul DeepWeb.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Sia dal contenuto dei vostri testi che dalla confezione di questo disco è evidente che per voi l’aspetto politico inteso come insieme di idee anticapitaliste, antifasciste, antisessiste e do it yourself ha una grande importanza… Cosa potete dirci a riguardo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa:&nbsp;Abbiamo sempre portato certe tematiche proprio perché abbiamo sempre vissuto sia individualmente che come band all&#8217;interno di contesti antifascisti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettere al centro la partecipazione&nbsp;è l&#8217;unico modo giusto che conosciamo, mescolando riflessioni collettive e crucci personali, ci siamo sempre tirati in mezzo. Possiamo dirvi che nonostante la repressione, stiamo vedendo ricambio generazionale, avanti tutta!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Cosa fanno i Causa quando non suonano? Che passioni e hobby hanno i componenti del gruppo a parte la musica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: Lavoriamo molto e praticamente a parte il lavoro suoniamo. Abbiamo tirato su un micro home recording dove <strong>Cecio</strong> (basso e voce) smanetta cavi e microfoni e <strong>Panji</strong> (chitarra) riprende e monta videoclip.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come hobby di band curiamo un segretissimo blog (non lo cercate che ancora non è pubblico) chiamato <strong>TripPunkAdvisor</strong> dove abbiamo inserito foto e descrizione delle mangiate che facciamo quando andiamo a suonare, centri sociali, squat, festivalacci&#8230; insomma&#8230; chiunque ci abbia ospitato ha la sua scheda, c&#8217;è anche il punteggio, e c&#8217;è già anche una classifica! Per i nostri 20 anni di carriera o facciamo un documentario o pubblichiamo questo blog.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo scoperto che anche altre band lo fanno, ognuno col suo nome, gambero marrone, 4 ristagnanti, scortesie per gli ospiti&#8230;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Raccontateci un po’ la scena delle vostre parti. Quali spazi, collettivi, band, etichette, ecc. ci sono? Com’è la situazione rispetto a una volta? Com’è l’interazione tra le diverse sottoculture?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: Venendo dalla provincia, quello che chiami scena, sono una due band.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già in città Pisa Livorno e Firenze ci sono molte band del giro punk e dintorni, ci conosciamo praticamente tutti, almeno una volta abbiamo suonato insieme nei vari spazi qua in Toscana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena è viva solo grazie ai posti e alle persone che organizzano concerti, non possiamo fare altro che ringraziare spazi come <strong>Newroz, Ex Caserma Occupata, Cpa-FiSud, Mondeggi, Casa Rossa, Refugio, K100,</strong> per tutte le volte che ci hanno ospitato e non solo, anche altre realtà come circolini e associazioni, su tutte <strong>Il Botteghino e La Rossa</strong>. Ma queste sono solo alcune alla quale siamo un po’ più legati. Le band del giro sono composte da persone sempre molto disponibili, che dopo una sera insieme a suonare rimani amico forever, chissà se questo succede anche in altre scene, probabilmente è questione di habitat. Se frequenti certi spazi è perché sei fatto in un certo modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Domandona che spesso ci poniamo ma a cui non abbiamo mai trovato una risposta convincente: perché lo ska-punk in Italia non ha lo stesso successo che all&#8217;estero?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: che dire, tanti anni fa avevamo una scaletta piuttosto skapunk, e lì insomma fummo dichiarati dal popolo una band skapunk, ma a dirla tutta il nostro era/è una specie di finto ska un po’ veloce, ma quale skapunk.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi siamo solo un gruppo punk e tra gli strumenti c&#8217;è una tromba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque per darti una risposta, in Italia si vive di idoli, che possono essere meteore o creatori di nicchie, anche piuttosto ampie. Non esiste nessuna scalata al successo per le band, di qualsiasi genere si parli. O c&#8217;è un grosso lavoro per costruire l&#8217;idolo, o sennò niente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo che sì, ci sono band con una notevole fan base, ma il genere non conta in quel caso, se una band è forte è forte! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi perché lo skapunk non ha lo stesso successo che ha all&#8217;estero? probabilmente perché non c&#8217;è mai stato costruito un idolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo skapunk e generi affini stavano nel grande mucchio della musica alternativa, ed essa con tutte le sue derivate controculture, sono state distrutte perché divenissero innocue, crediamo sia successo poco dopo il 2000, con un lungo lavoro di ridicolizzazione del messaggio, ghettizzazione del dissenso e dei dissidenti, e canalizzazione del gusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Cosa ne pensate delle piattaforme streaming e dei social? Possono aiutare la diffusione della musica o rischiano di essere più deleteri che altro?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: La musica liquida dipende dalla piattaforma, ognuna ha i suoi pro ed i suoi contro. Alcune peccano sulla qualità audio ma spaccano sulla fruibilità, altre alta qualità audio ma non trovi tutto. Noi siamo su tutte quelle più usate, ogni tanto guardiamo le dashboard e qualche grafico per capire chi è sto qua che ci ascolta dalla Lapponia sarà babbo natale chissà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sì alla fine la diffusione con le piattaforme funziona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;argomento social ci sarebbe da fare una intervista a parte, senza dilungarci però, noi <strong>cerchiamo di usare il social network come un cacciavite</strong>, uno strumento semplice da usare che fa una sola cosa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che vediamo però è ben diverso, e trattandosi di un mezzo comunicativo ha cambiato il costume di quasi tutta la popolazione mondiale. Per quello non ci si dovrebbe scherzare, ed invece, viene usato solo per scherzare. E i cacciaviti non sono così divertenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Quali sono i vostri gruppi/artisti di riferimento e cosa ascoltate generalmente a casa, in macchina o in cuffia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa:&nbsp;odiamo dare questa risposta, perché sembra la classica risposta da primo appuntamento. Un po’ di tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è vero, oltre a tutti i sottogeneri del punk, ascoltiamo di tutto, dalla classica alla psytrance.&nbsp; Spesso alle prove improvvisiamo cover veramente improbabili, che alla fine ci lasciano una pulce nella testa, da tutto c&#8217;è da imparare!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Parliamo invece della dimensione live. Qual è il concerto di cui avete il più bel ricordo e qual è invece il posto dei sogni, in cui vorreste un giorno suonare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: ognuno di noi ha il suo, io Cecio, ho un ricordo bellissimo di una festa alla facoltà di agraria di Firenze, sembrava dovesse piovere, eravamo con gli Ivanoska e insieme al Collettivo di Agraria in un paio d&#8217;ore abbiamo installato una copertura antipioggia veramente molto molto molto grande, fortunatamente non venne a piovere, c&#8217;erano circa 2 mila persone. Indimenticabile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il posto dei sogni, rimaniamo con i piedi per terra!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Vi ringraziamo per la chiacchierata e chiudiamo con una domanda ormai classica nelle nostre interviste. Ci raccontate un aneddoto divertente o grottesco nella storia dei Causa? Situazioni allucinanti, rimborsi assurdi e cose così… Grazie ancora, alla prossima!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Causa: saliamo in Piemonte per un concerto di venerdì sera, fiduciosi di ripartire in nottata e rientrare per l&#8217;alba del sabato. Siamo tornati il lunedì, abbiamo dormito sul palco per 3 notti. Era all&#8217;aperto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Guarda il video di &#8220;Pay&#8221;</h3>



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<h3 class="wp-block-heading">Per supportarci:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo un progetto autogestito e puoi sostenerci attivamente, se ti va, in due modi:<br>-puoi dare un’occhiata al&nbsp;<strong><a href="https://www.radiopunk.it/25/mailorder/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostro catalogo e ordinare</a></strong>&nbsp;eventualmente dischi, cd, libri, spillette o altro ancora.&nbsp;<br>-puoi partecipare alla&nbsp;<strong><a href="https://www.radiopunk.it/25/intenti-azioni-radio-punk-webzine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostra call sempre aperta</a></strong>&nbsp;con un tuo contenuto inedito.</p>
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		<title>Danny Addicted e la scena punk canadese</title>
		<link>https://radiopunk.it/danny-addicted/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 15:13:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[scena punk]]></category>
		<category><![CDATA[ska punk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di Danny Addicted tra il palco e la radio in Canada Seduto nel mio appartamento a Kingston, non devo cercare lontano l&#8217;ispirazione per raccontare l&#8217;esperienza di suonare il basso in 2 band ska punk undergorund canadesi.&#160; Vecchi poster di show sulle mie pareti, una scatola di merch non venduto che riposa in un &#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">La storia di Danny Addicted tra il palco e la radio in Canada</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Seduto nel mio appartamento a Kingston, non devo cercare lontano l&#8217;ispirazione per <strong>raccontare l&#8217;esperienza di suonare il basso in 2 band ska punk undergorund canadesi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vecchi poster di show sulle mie pareti, una scatola di merch non venduto che riposa in un angolo, una<strong> catasta di vinili </strong>usciti quest&#8217;anno nel bel mezzo di una pandemia, una fisarmonica che ho ereditato circa un anno fa dalla mia defunta zia, e diverse cose sulla mia parete che catturano <strong>momenti passati di show epici</strong>. Come un pezzo di carta igienica firmato che arriva da un concerto in apertura ai White Cowbell Oklahoma a circa due ore dalla nostra città natale o l&#8217;illustrazione di un artista che mi ritrae mentre mi esibisco ad un festival della zona con i <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.sofakingaddictedofficial.bandcamp.com" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Sofa King Addicted</span></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena<strong> punk rock nell&#8217;est del Canada</strong> richiede ore di sacrificio, lunghi viaggi in strada, guidate attraverso/suonate in mezzo a tempeste di neve, spesso per arrivare a destinazioni che non sono vere destinazioni, bensì punti di partenza per altri concerti. <strong>Vette ed abissi, successi e fallimenti.</strong>&nbsp;<br>Il risultato di anni a combattere in queste trincee forma un senso di non-scetticismo – sia come musicista che come persona. <strong>Il mio obiettivo è essere il più autentico possibile, come musicista e come giornalista.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una frase che ho sentito negli anni in cui ho iniziato: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“<em>Se non hai mai toccato il fondo, non hai mai presenziato alla scuola della grandezza</em>”.</p><cite>&#8211; Matshona Dhiwayo</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sicuro che la gente ha diversi modi per interpretare questa frase &#8211; e va bene così, ho vissuto entrambe le estremità dello spettro nel mio viaggio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saltano subito in mente momenti della mia vita in cui il primo caso era realtà, sia come musicista che come persona. Spesso ripenso ad alcuni dei miei<strong> primi show </strong>suonando in una band ben prima di entrare a far parte dei <strong>Sofa King Addicted</strong>, a guidare tre ore fino a Toronto per esibirci al The Horseshoe Tavern (uno dei locali più iconici del paese) davanti a nessuno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E spesso penso ad un momento specifico nella mia vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore dell<strong>&#8216;inverno 2015</strong>, durante una tempesta di neve, seduto in una macchina nel parcheggio di un benzinaio senza posto in cui andare, circondato da tutti i miei averi, con la mia famiglia che all&#8217;epoca era diretta verso una terribile perdita e quindi impossibilitata ad aiutarmi. <strong>Seduto là solo, nella speranza che qualcuno rispondesse al telefono e mi desse un divano dove riposare per qualche giorno, anche solo una notte.</strong> Quell&#8217;amico ha risposto ad un certo punto, e ho vissuto in una piccola fortezza che mi sono costruito dietro al suo divano. Da lì, le cose sono peggiorate prima di migliorare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stato beccato a guidare in stato di ebbrezza di ritorno da una festa rurale. <strong>Non importa chi sei davvero quando sei seduto in una cella</strong>, è una sensazione abbastanza orribile. Il giorno della mia sentenza sono stato cacciato dalla mia vecchia band, sul palco tra l&#8217;altro, spinto oltre una cassa spia durante un litigio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la seconda parte della frase sopracitata beh, dipende dai punti di vista. In generale sono una persona abbastanza umile. La cosa positiva nei miei occhi è che <strong>mi sono rialzato dal pavimento di quel locale e non mi sono arreso con me stesso.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel periodo avevamo iniziato a gestire concerti nella sala fumatori di un bar con capienza massima di <strong>55 persone nel centro di Kingston</strong>. La formula era molto semplice: tre band punk rock e feste grandi ogni mese. Volevamo<strong> ricreare show come i concerti punk rock</strong> con cui eravamo cresciuti in piccole cittadine Canadesi. Cinque euro all&#8217;ingresso, dare tutti i soldi alle band e divertirci.&nbsp;<br>Eventualmente, questi show mi hanno portato ad ingaggiare band punk per le partite in casa della <strong>squadra locale di Roller Derby</strong> ed una possibilità di presenziare alla&nbsp; Queens University radio station CFRC 101.9 FM per proporre qualche pezzo ogni settimana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando ho iniziato in radio, il miglior consiglio che mi è stato dato fu: racconta una storia.</strong><br>Così, al posto di raccontare la mia di storia, cominciai a portare musicisti della zona per raccontare la loro. Avevo un’ora in onda ed un co-presentatore diverso ogni volta munito della sua personale storia riguardante progetti musicali, influenze, qualsiasi cosa. <strong>Lasciavo nelle loro mani come volevano spendere l&#8217;ora a disposizione.</strong> L&#8217;idea funzionava decisamente bene. Di tutti questi artisti non puoi captare l&#8217;intera mole di lavoro da un concerto in un locale. Magari puoi averli visti in diverse band nel corso degli anni ma è parecchio interessante vedere come possono racchiudere il loro lavoro in un’ora di conversazione in radio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Già al secondo show, trasmettevamo performance live in diretta</strong>. Ho costruito un team che si è messo insieme per lavorare alle sessioni live, in particolare a Roswell Rehearsals si presero in carico la gestione dei suoni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qua è quando ho iniziato a percepire che le cose stavano migliorando. Avevo idee funzionanti e persone che ci credevano.&nbsp;<br><strong>Questo è il periodo in cui i Sofa King Addicted si sono intrufolati nella mia vita.</strong> Ero già familiare con gli SKA, in quanto la band era attiva da 19 anni suonando su e giù per tutto il Canada dell&#8217;est. E si da il caso che la loro città natale sia la stessa città dove si è formata la band dalla quale sono stato cacciato in quel palco, Napanee. Io non vengo da lì, ma anzi ho speso buona parte della mia gioventù nella piccola città rivale chiamata Gananoque.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho ingaggiato i Sofa King Addicted per suonare nel negozio di un tatuatore, nel seminterrato di un condominio nel centro di Kingston. Mentre l&#8217;allora bassista degli SKA era in sentenza per 27 accuse, dei turnisti ne prendevano il posto. Io non ne avevo idea finché la band non si presentò senza bassista. La mia reazione fu <strong>“Vorrei me lo aveste detto, io suono il basso”</strong>. Al che &#8216;<a href="https://www.facebook.com/Master-Nate-The-Reprobates-2008208036101318" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><span style="text-decoration: underline;">Master Nate</span></strong></a>&#8216; mi rispose “Suoni il basso?!!!”. Sono parte della band sin da allora.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un filo di contesto, i Sofa King Addicted avevano appena registrato “Life in the Trench” (2016). Non era ancora stato svolto un lavoro di master (lavoro svolto poi da Roger Lima dei Less Than Jake/Moathouse Recording Studio). Dopo averlo proposto in radio ed appena prima del concerto al negozio di tatuaggi, mi arrivò un pacco contenente quattro dischi, adesivi ed una lettera di<strong> due pagine per ringraziarmi del supporto verso il nuovo lavoro degli SKA</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Unirmi a loro è stata una decisione piuttosto facile. E con la band attiva da così tanto tempo attraverso l&#8217;inferno e ritorno, mi sentivo<strong> quasi come se il mio viaggio fosse in qualche modo parte anche del loro</strong>.&nbsp;<br>È qui che le cose iniziano a diventare interessanti. Per quanto abbia scoperto una nuova passione per la radio punk rock e le interviste, per ascoltare gli altri. <strong>Dentro di me il fuoco ha sempre bruciato per suonare in giro e registrare dischi.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci prendemmo alcune pause. Abbiamo guidato attraverso una tempesta di neve spaventosa – 15 ore per il mio primo viaggio con la band – verso l&#8217;altra parte del Quebec, in una cittadina chiamata Rimouski. Ho passato il capodanno in St Laurent Blvd al centro di Montreal alla fine di quella gita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo poi stati invitati dai <strong>The Mahones ad aprire per loro a Toronto in occasione di San Patrizio</strong>. E lo show ebbe luogo al The Horseshoe Tavern. L&#8217;iconico locale a toronto dove suonai di fronte a nessuno con la mia vecchia band molti anni prima.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, un altro show al The Horseshoe Tavern, Questa volta aprivamo per i <strong>The Planet Smashers ed i Big D and The Kids Table</strong>. Lo show fece sold out presto e portammo con noi un bus carico di persone. Più di quaranta su un bus per 3-4 ore diretti verso The Big Smoke (soprannome della città di Toronto). <strong>Ricordo di essere uscito un attimo durante il set dei Big D ed essermi chiesto per quale motivo ci fossero più di 15 nostri amici a spassarsela fuori.</strong> La risposta era semplice, erano stati cacciati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena prima dello show ci fu un problema all&#8217;ingresso. Demmo alla signora la lista dei nostri amici ma lei insistette che servivano i biglietti. Nessuno ci aveva mai dato biglietti da distribuire. Quindi, come soluzione stetti di fianco a lei con la lista in mano mentre le persone iniziavano ad entrare. Quando le porte aprirono, la fila partiva dal locale e finiva per le strade del centro di Toronto. La signora mi disse “Tranquillo, non c&#8217;è bisogno che stai qui, puoi anche solo lasciarmi la lista”.<br><strong>“Signora, un tempo venivo a suonare in questo locale davanti a nessuno, non ho nessun cazzo di problema a stare qui e stringere le mani a chiunque entri!”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello show coincide con il periodo in cui feci la conoscenza di Melanie Kaye attraverso Master Nate, <strong>Melanie è una importante pubblicista punk rock per molte band ed etichette</strong>. Si incontrarono precedentemente a Montreal durante le riprese di un documentario a cui Nathan stava partecipando. L&#8217;abbiamo notata allo show. Quindi, mi sono presentato come il bassista dei <strong>Sofa King Addicted</strong> e come radio host.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora, il <a href="https://www.buzzsprout.com/1388509" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><span style="text-decoration: underline;">The Northern Underground</span></strong></a> ha intervistato band del calibro di Bad Religion, Teenage Bottlerocket, Killswitch Engage, Atreyu, The Exploited, Cattle Decapitation, Corrosion of Conformity e molte altre.<br>Dopo quattro solidi anni di The Northern Underground su&nbsp;CFRC 101.9 FM, ho deciso di lasciare la stazione ed imbarcarmi in una nuova sfida.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il The Northern Undergorund è passato a formato Podcast ed è disponibile su Spotify, Amazon, Deezer, I Heart Radio, Tune In, Player FM ed iTunes.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;Danny Addicted</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradotto da Teo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partecipa anche tu alla nostra call con un articolo, un disegno, delle foto… Leggi&nbsp;<strong><a href="https://www.radiopunk.it/25/intenti-azioni-radio-punk-webzine/">qui</a></strong>&nbsp;come fare.</p>
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		<title>Percorsi sonori: la Bretagna</title>
		<link>https://radiopunk.it/viaggio-punk-in-bretagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[radiopunkts]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 21:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Punk rock]]></category>
		<category><![CDATA[ska punk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggio in Bretagna tra punk e tradizioni, leggende e Natura selvaggia La Bretagna è un triangolo di terra proteso nel mare all&#8217;estremo nord-ovest della Francia. E&#8217; una regione francese ma è anche un mondo a parte, con una forte identità linguistica e culturale. Ogni cartello che troverete sulla vostra strada presenterà le indicazioni in due &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/viaggio-punk-in-bretagna/">Percorsi sonori: la Bretagna</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Viaggio in Bretagna tra punk e tradizioni, leggende e Natura selvaggia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Bretagna è un triangolo di terra proteso nel mare all&#8217;estremo nord-ovest della Francia. E&#8217; una regione francese ma è anche un mondo a parte, con una forte identità linguistica e culturale. Ogni cartello che troverete sulla vostra strada presenterà le indicazioni in due lingue, quella nazionale e quella locale, di derivazione celtica. Gli echi di questa cospicua eredità risuonano tuttora anche in ambito musicale. Proveremo quindi a intraprendere un breve viaggio in questa terra antica e magica, scandito dalla musica di gruppi che, pur rientrando nelle varie declinazioni del punk più o meno attuale, risentono delle influenze della musica tradizionale della regione. Siete pronti? Si parte!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mezzo ideale per un tour della Bretagna è l&#8217;automobile. A parte poche (relativamente) grandi città infatti, la regione è composta perlopiù da piccoli villaggi, che sono più comodamente raggiungibili con un mezzo proprio. In Bretagna non ci sono autostrade, ma in compenso i centri principali sono collegati da statali a scorrimento veloce, agevoli e gratuite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per darci la carica niente di meglio che suonare a tutto volume nello stereo l&#8217;hardcore feroce e potente dei <strong><a href="https://www.facebook.com/tagadajonesofficiel">Tagada Jones</a></strong>, band nata a <strong>Rennes</strong> (capoluogo della regione) nel 1993 e tuttora in attività. Ecco «Je suis démocratie», inno alla libertà di espressione.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Tagada Jones - &quot;Je Suis Démocratie&quot;" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/l_KR3arGHw4?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Partendo da sud percorriamo la costa che si affaccia sull&#8217;oceano Atlantico, nota anche come Costa dei Megaliti. Vi ritroviamo infatti numerose vestigia di insediamenti preistorici: monoliti isolati (menhir) o disposti in circolo (cromlech), si stagliano a migliaia nel cielo bretone. Il sito più noto è l&#8217;allineamento di <strong>Carnac</strong>, che comprende fra l&#8217;altro il più grande menhir preistorico attualmente conosciuto. E, parlando di menhir, come non pensare ai leggendari <strong>Les Ramoneurs de Menhirs</strong>? Gruppo fondato nel 2006, coniuga punk e strumenti tradizionali sotto il comune denominatore dello spirito libertario. Ecco «La Blanche Hermine», ripresa in chiave punk di un brano tradizionale bretone.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Les Ramoneurs de menhirs &amp; Gilles Servat - La blanche hermine" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/4kPR6vr8fDQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ermellino bianco è uno dei simboli della Bretagna. Secondo una leggenda, l&#8217;animale preferì morire per mano dei cacciatori piuttosto che sporcare di fango il suo candido mantello e fu quindi eletto a rappresentare questo popolo indomito. «La Blanche Hermine» è anche il nome di una birra locale, naturalmente di tipo blanche, ossia di frumento. Se durante il nostro viaggio vogliamo concederci una pausa ristoratrice, possiamo abbinarla alle tradizionali crêpes dolci di frumento o salate di grano saraceno (galettes). Ascoltandoci il rabbioso combat punk dei <strong><a href="https://www.facebook.com/darcymusic/">Darcy</a></strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Darcy - La bière" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/TbR5uZISCos?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Per gli amanti della Natura estrema, a questo punto è consigliabile fare un salto nella località di <strong>Quiberon</strong>, attraversando la penisola omonima. La striscia di terra è talmente stretta da coincidere con la strada. Percorrendola vedremo il mare alla nostra destra, alla nostra sinistra e davanti a noi, e file di alberi piegati dal vento sferzante. Uno spettacolo unico. Come colonna sonora possiamo affidarci a un gruppo originario proprio di Quiberon, <strong><a href="https://www.facebook.com/les3fromages/">Les Trois Fromages</a></strong>, che rientrano nel filone del punk ironico/demenziale, piuttosto diffuso in Francia e notevolmente apprezzato dalla sottoscritta. Ascoltiamo «&nbsp;La Galère d&#8217;un Pirate&nbsp;», che parla di pirati, sì, ma&#8230; informatici.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Les 3 Fromages - La galère d&amp;apos;un pirate" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/nTqrFt3UFzY?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Percorsa tutta la costa meridionale, giungiamo alla punta estrema della Bretagna, la provincia del Finistère, finis terrae, la fine del mondo, dove la terra si getta nell&#8217;oceano. L&#8217;acqua appare densa, quasi solida, a perdita d&#8217;occhio, mostrando evidente la curvatura del pianeta (scacco matto, terrapiattisti!). E&#8217; sconsigliabile fare il bagno, essendo l&#8217;acqua gelida anche in piena estate, dunque non resta che ammirarla nel frangersi selvaggio delle onde contro i numerosi fari che punteggiano la costa. Accompagnano la nostra visita due gruppi punk rock locali, i <strong><a href="https://www.facebook.com/Matmatah.official/">Matmatah</a></strong> con «La Fille du Chat Noir»&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Matmatah - La fille du chat noir" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/ZzIJRnZd-nw?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">… e i <strong><a href="https://www.facebook.com/merzhinofficiel/">Merzhin</a></strong> con «Nains de Jardin»</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nains de jardins" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/379wYsRAizg?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; tempo di passare alla costa nord, quella che si affaccia sul Canale della Manica. Parte di essa è detta Costa di Granito Rosa: qui i massi scolpiti dalla forza del mare assumono bizzarre forme in cui ci si può divertire a riconoscere sembianze umane ed animali. E qui è particolarmente evidente il fenomeno delle maree, che nel giro di sei ore trasformano un tratto di mare in un suolo dall&#8217;aspetto lunare, un&#8217;isola in un promontorio. A proposito di maree possiamo ascoltare «Au Bistrot d&#8217;la Marée Basse» del gruppo <strong>Les Clébards</strong>, voce roca e punk rock da osteria.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Les Clébards - Au bistrot d&amp;apos;la marée basse" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/rQPVUHxdY1s?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Il nostro viaggio si avvicina alla conclusione, ma passando per la città di St. Brieuc non possiamo non incontrare i <strong><a href="https://www.facebook.com/LongsRiffs/">22 Longs Riffs</a></strong> e il loro travolgente valzer hardcore, «una musica senza frontiere, senza violenza né barriere». Deliziamoci con «Balle Populaire».</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="22 Longs Riffs  - Balle populaire - (Feat. Hélène Le Gros)" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/K4M4RBy8ZHI?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dulcis in fundo, come ultima tappa di questo giro della Bretagna, approdiamo nella splendida città di <strong>St. Malo</strong>. Il suo centro storico, cinto da mura monumentali, è interamente costruito su un&#8217;isola che offre un panorama eccezionale sulla baia. La città deve la sua fama all&#8217;essere stata dal &#8216;400 in poi uno dei più grandi rifugi di pirati d&#8217;Europa. Ce la lasciamo raccontare, in musica e immagini, dagli <strong><a href="https://www.facebook.com/strollad/">Strollad</a></strong>, uno dei più noti gruppi ska-punk bretoni.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Strollad - St Malo" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/f9rSKwsAYEA?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è piaciuto questo percorso sonoro? <a href="https://www.radiopunk.it/25/contatti/"><strong>Scriveteci</strong></a> cosa ne pensate, e se avete qualche suggerimento per nuovi percorsi sonori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elvira Cuomo</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/viaggio-punk-in-bretagna/">Percorsi sonori: la Bretagna</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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