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	<title>Interviste Archivi - Radio Punk</title>
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	<description>International punk ‘zine, Label &#38; distro ,  pin maker / stampa spillette, Antifascist DIY crew</description>
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	<title>Interviste Archivi - Radio Punk</title>
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		<title>Intervista ai Béton Armé</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-ai-beton-arme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Zoe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[hardcore punk]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con la band oi! di Montreal Béton Armé Sin dai primi ascolti ci siamo perdutamente innamoratx dei Béton Armé, band di Montréal, Quebec nata nel 2018. Il loro Oi! si ispira alla scuola italiana anni ‘80 e a quella francese degli ultimi anni, arricchito anche da influenze punk hc che danno la spinta giusta &#8230;</p>
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]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chiacchierata con la band oi! di Montreal Béton Armé</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sin dai primi ascolti ci siamo perdutamente innamoratx dei Béton Armé, band di Montréal, Quebec nata nel 2018. Il loro Oi! si ispira alla scuola italiana anni ‘80 e a quella francese degli ultimi anni, arricchito anche da influenze punk hc che danno la spinta giusta al tutto. Ne esce un sound diretto, ruvido e selvaggio davvero unico. Nel 2025 hanno fatto uscire “Renaissance” per l&#8217;etichetta <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.instagram.com/lavidaesunmus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Vida Es Un Mus</a></span></strong> che abbiamo inserito immediatamente nei </em><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.radiopunk.it/25/migliori-album-punk-del-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>nostri preferiti dell’anno!</em>&nbsp;</a></span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<iframe style="border: 0; width: 100%; height: 120px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=2041791791/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://betonarmeoimtl.bandcamp.com/album/renaissance-2">Renaissance by Béton Armé</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao e grazie mille per essere qui sulla nostra webzine! Partiamo dalle basi, sappiamo che vi siete formati nel 2018 e negli anni avete consolidato il vostro progetto attraverso diversi split e due uscite. Da dove vengono i Béton Armé? Avete &#8211; o avete avuto &#8211; altri progetti oltre a questo?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.instagram.com/betonarme_514/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Béton Armé</a></strong></span><strong>:</strong> Ciao! Innanzitutto, grazie per averci invitato. È sempre un piacere contribuire alle &#8216;zine di tutto il mondo. È una parte davvero importante della sottocultura e per noi è sempre un onore parteciparvi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea della band ha preso forma alla fine del 2017 e abbiamo iniziato a suonare insieme all&#8217;inizio del 2018. Tutto è iniziato quando io (Oli, chitarra) sono tornato dalla Francia, dopo aver trascorso un anno a Parigi dove ho frequentato delle persone in un periodo in cui la scena era al suo apice e volevo davvero tornare a suonare, dato che per anni, a causa dei continui spostamenti tra il Canada e la Francia, non ero riuscito a far parte di una band in modo serio. Allo stesso tempo, Dan (voce) e Fabio (basso) hanno avuto l&#8217;idea di formare una band con influenze simili, quindi siamo stati presentati da un amico comune e da lì siamo partiti. Abbiamo chiesto a Remi (batteria) di unirsi a noi perché lo avevamo visto suonare con altre band e pensavamo che l&#8217;energia che trasmetteva fosse esattamente ciò di cui avevamo bisogno. In realtà è l&#8217;unico che faceva già parte di una band degna di nota (haha). Suonava infatti con i Faze, una band hardcore di Montreal che negli ultimi anni si è confermata come una delle migliori in città. Per quanto riguarda noi altri, avevamo tutti suonato in band punk e hardcore, ma nessuna di queste era conosciuta al di fuori della scena locale.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Il vostro ultimo disco “Renaissance”, uscito per l’etichetta La Vida Es Un Mus, è una vera e propria chicca. Sappiamo che vi ispirate sia a band francesi, come i Rixe, sia alle band Oi! italiane degli anni ‘80 e in questo disco si sente alla grande! Siamo curiosx, quali sono le vostre band italiane preferite?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé:</strong> La risposta è davvero facile e piuttosto ovvia. Nabat è ovviamente il primo nome che mi viene in mente ed è una delle principali influenze della band. Ci piacciono molto anche i Rough di Torino. Per noi sono un classico, specialmente per Fabio. Ci piacciono anche i Basta. Sono tutte band fantastiche con il genere di energia che volevamo infondere nella nostra musica sin dall&#8217;inizio.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ci raccontate qualche chicca, curiosità, aneddoto sul disco? E più in generale, c’è qualcosa che vorreste dire sul disco o su di voi che nessuno vi ha ancora chiesto?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé:</strong> Ecco una curiosità: come dice spesso Dan, siamo una band dance di Montreal. L&#8217;idea è quella di far ballare la gente e per farlo alcune delle nostre canzoni sono fortemente influenzate (se non addirittura copiate) dai successi euro dance degli anni &#8217;90. Lascio a chi legge il compito di indovinare quali!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/02/Rob-Coons-1.jpeg" alt="" class="wp-image-33697"/><figcaption class="wp-element-caption">Photo by Rob Coons </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: In Europa e nello specifico in Italia, la scena punk e skin è strettamente legata alle lotte sociali-politiche e ai temi come ad esempio antifascismo, anticapitalismo, transfemminismo è così anche nella scena canadese?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé:</strong> Sì. Soprattutto a Montreal, le scene punk e oi! sono molto interconnesse e fortemente orientate a sinistra. Facciamo del nostro meglio per mantenere questa situazione e questa è la nostra posizione politica.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Venite dal Canada, precisamente da Montreal e in una vostra intervista di qualche tempo fa (fatta da Matt di </strong><a href="https://creaseslikeknives.wordpress.com/2024/11/12/strength-thru-concrete-the-foundations-of-beton-arme/"><strong>Creases Like Knives</strong></a><strong>) parlavate del fatto che la gentrificazione stia distruggendo la vostra città, cosa che purtroppo stiamo vendendo anche noi in moltissime città italiane. Come resiste a tutto questo la scena punk e skin? Ci sono delle “zone franche” o dei luoghi, locali, squat che cercano di rallentare l’inesorabile caduta verso il mondo degli yuppie?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé:</strong> È molto difficile. Gli spazi DIY aprono e chiudono continuamente. La gente cerca di organizzarsi e costruire comunità alternative, ma il fenomeno generale sta colpendo molto direttamente le nostre scene. Un esempio è la chiusura del LoudHouse, che fino a pochi anni fa era uno dei locali/squat DIY più longevi del Nord America. Non abbiamo ancora trovato una nuova alternativa per sostituirlo e sta diventando piuttosto difficile. Anche Katacombes ha dovuto chiudere. Era un locale di proprietà e gestito da punk ed è stato demolito per costruire condomini. Credo che l&#8217;unica speranza sia il quartiere in cui vivo, Hochelaga, dove vivono molti punk. È sempre stata una zona della città di sinistra/operaia e molte iniziative comunitarie collaborano per combattere &#8211; o almeno rallentare &#8211; l&#8217;aggressiva gentrificazione della nostra città. Funziona in una certa misura, ma gli affitti continuano ad aumentare ed è una battaglia in salita senza fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/02/joe-altmann-2-1024x819.jpeg" alt="" class="wp-image-33704"/><figcaption class="wp-element-caption">Photo by Joe Altmann</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Avete suonato molto e in tantissimi paesi diversi tra USA, Messico, Cile, Spagna, Germania, Francia… quando venite in Italia?! A parte gli scherzi, alle band che girano molto come voi, ci divertiamo sempre a chiedere qualche aneddoto trash/grottesco avvenuto durante i vostri tour. Fateci ridere!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé:</strong> A settembre faremo almeno un concerto in Italia che presto verrà annunciato. <em>(Ndr: abbiamo realizzato questa intervista prima dell&#8217;annuncio del concerto a Bologna, vi lasciamo <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/events/33626127663700984/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il link dell&#8217;evento</a></span></strong>)</em> E ovviamente vorremmo farne altri. Nei prossimi anni sicuramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda gli aneddoti, credo che questo sia il nostro classico: un membro della band – di cui non faccio il nome &#8211; una sera a Milwaukee ha bevuto troppo e ha finito per ubriacarsi così tanto da pisciarsi addosso&#8230; con il suo passaporto nuovo di zecca in tasca. Da allora quel documento è stato soprannominato “the PISSport”. E, forse per coprire il misfatto, un altro membro della band ha lasciato una bottiglia di birra vuota sul divano dove era successo, e la volta successiva il proprietario della casa è venuto subito da noi dicendo: “Bel tentativo di coprire la macchia sul divano, ma non preoccupatevi, non è la prima volta che qualcuno ci piscia sopra”.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Siete un gruppo che viene supportato molto sia dal vivo che non, avete avuto un grande riscontro e crediamo che questo vi renda felicissimi! Sappiamo anche che nei vostri testi ci tenete molto a diffondere il concetto di unità nella scena, di supporto reciproco e di miglioramento personale. Come trasportare questi splendidi concetti nella prassi quotidiana? E a proposito di scena, c’è unità tra le sottoculture dalle vostre parti?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Béton Armé: A Montreal c&#8217;è un&#8217;evidente unità. Il sostegno che abbiamo ricevuto da tutte le sottoculture underground è stato fantastico. Anche la scena più “mainstream” sta iniziando a notarci e a sostenere ciò che facciamo, il che è fantastico. Cerchiamo di mettere in pratica ciò che predichiamo, facciamo suonare nuove band, sosteniamo i nostri amici e siamo sempre entusiasti del successo delle altre band. Ora comprendiamo la mole di lavoro necessaria per essere una band che fa tour ed è importante per noi ricambiare il favore ogni volta che è possibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/02/joe-altmann-1-1024x819.jpeg" alt="" class="wp-image-33702"/><figcaption class="wp-element-caption">Photo by Joe Altmann</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Siamo alla fine, grazie mille per averci risposto e chiudiamo con l’ultima, sfiziosissima domanda: Chi siete nella vita di tutti i giorni? Quali sono i vostri lavori e hobby al di fuori della musica? Ciao!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Béton Armé</strong>: È stato un piacere, grazie per averci ospitato! Per quanto riguarda la nostra vita quotidiana, io sono uno storico, ho fatto ricerca e insegnato storia all&#8217;Università per un po&#8217;. Remi e Fabio lavorano nell&#8217;edilizia/ristrutturazione e Dan è un elettricista di professione. Ma al momento siamo così impegnati con il tour che non facciamo più nessuna di queste cose molto spesso. Remi è un ottimo skater ed è una parte importante della sua vita. Personalmente mi piace soprattutto leggere e guardare il calcio. E alla maggior parte di noi piace l&#8217;hockey perché&#8230; a Montreal è inevitabile, haha.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Immagine di copertina di Jesse Ramirez</strong></p>
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		<title>Intervista agli Stiglitz</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-agli-stiglitz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Zoe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[italian punk oi]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con gli Stiglitz, band punk oi! genovese Il 14 novembre è uscito il nuovo album degli Stiglitz dal titolo “Quando Tutto Tace”, disponibile in formato LP, CD e in digitale, infatti potete ascoltarlo gratuitamente su Bandcamp e Youtube. Il disco è stato coprodotto da noi di Radio Punk, da Flamingo Records e da Rumagna &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-agli-stiglitz/">Intervista agli Stiglitz</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chiacchierata con gli Stiglitz, band punk oi! genovese</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il 14 novembre è uscito il nuovo album degli <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.instagram.com/stiglitz_turbo_oi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stiglitz</a></span></strong> dal titolo “Quando Tutto Tace”, disponibile in formato LP, CD e in digitale, infatti potete ascoltarlo gratuitamente su Bandcamp e Youtube. Il disco è stato coprodotto da noi di Radio Punk, da Flamingo Records e da Rumagna Sgroza e vede collaborazioni con Fabrizio Barile e <a href="https://www.instagram.com/stefania_carbonara/"><strong><span style="text-decoration: underline;">Stefania Carbonara</span></strong></a> per la parte grafica e da Toni Cocks e Fabrizio Sferrazza impegnati in due featuring. Senza indugi andiamo a conoscere meglio la band genovese e questo nuovo lavoro!</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao figgeu e grazie mille per essere qui! Sappiamo che prima di essere una band siete un gruppo di amici, persone che insieme hanno condiviso molte cose oltre alla musica. Raccontateci come nasce questo progetto musicale e come si è evoluto negli anni</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> Oi Kids! innanzitutto, grazie a voi per lo spazio che ci state dedicando e alle splendide domande che ci avete posto! Allora: gli Stiglitz nascono fra le mura della sala prove dell&#8217;occupazione del L.S.O.A&nbsp; BURIDDA di Genova, intorno alla fine del 2018, un posto che purtroppo fisicamente non esiste più ma che per fortuna continua a vivere dentro la quotidianità di tutti noi che lo abbiamo attraversato. Dicevamo! Gli Stiglitz per l&#8217;appunto, nascono in un contesto sicuramente parallelo (e dentro!)&nbsp; a quello che era un po&#8217; tutto il giro delle varie occupazioni del capoluogo ligure, chiaramente però dobbiamo trovare un pò un punto o una sorta di &#8220;collante&#8221; tra tutti noi. Beh, chiaramente quello è stato la nostra scena, l&#8217;organizzare i concerti e la nostra voglia di sbatterci per essa e in essa!<br>Semplice! Ecco spiegata alla fine la ricetta di come abbiamo fatto gli Stiglitz: 5 ragazzi che si beccano alle serate, che vengono già da quel mondo e che sentono tra di essi, la scintilla giusta per fare qualcosa di bello insieme per loro, ma soprattutto per la loro comunità che abita &#8220;la città di sotto&#8221;, lontana da tutte le fantomatiche luci della ribalta. Mettiamoci anche una quintalata di rabbia proletaria data da un po&#8217; tutte le nostre storie personali, la voglia di poter dire un giorno: &#8220;cazzo, almeno abbiamo abbiamo fatto qualcosa senza lamentarci ebbasta sui social!&#8221; e il gioco é fatto, letteralmente 5 Kids che fanno Oi!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Potete ascoltare il nuovo disco qui sotto, per ordinare una copia del disco in vinile o del CD scriveteci a <strong><a href="mailto:info@radiopunk.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">info@radiopunk.it</a></strong></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<iframe style="border: 0; width: 400px; height: 472px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=1813784658/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://stiglitzoi.bandcamp.com/album/quando-tutto-tace">Quando tutto tace by STIGLITZ</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Il 14 novembre è uscito il vostro ultimo LP “Quando Tutto Tace”, presentato dal vivo con un concerto allo Zapata di Genova. Raccontateci qualche curiosità sfiziosa su questo disco pazzesco!</strong> </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> heheheheeh, vai con le sfiziosità allora! Allora, partiamo dal presupposto, che questo disco per noi segna un punto veramente di svolta all&#8217;interno della nostra storia come Band. Dentro ci sono canzoni che proviamo in saletta già da almeno due anni&#8230; perciò possiamo dire che in qualche modo questo disco per noi è un po&#8217; una sorta di &#8220;riassunto&#8221; di quest&#8217;ultimi, che sono passati dalla nostra precedente pubblicazione (deja vu è del 2022) ad oggi. Guardandoci dietro, vediamo che di strada ne abbiamo fatta veramente tanta, da pezzi come &#8220;Non Affonda” e &#8220;Garassino&#8221;, fino ad arrivare a tutte le persone, storie e i luoghi che abbiamo e ci hanno attraversato. <br>La cosa più significativa per noi però, è che tutte queste &#8220;tracce&#8221; del nostro passaggio, sono tuttora visibili, sia pur anche con qualche acciacco (perché il punk hardcore é anche questo) che nei nostri modi di fare, nei pensieri di chi ha condiviso con noi questo percorso, e sopra i solchi di questo nostro ultimo lavoro. <br>Finita questa premessa, affermiamo tranquillamente che questo disco ci ha visto crescere, e ha visto crescere chi ci ascolta dal giorno zero, e il nostro augurio è che lasci qualcosa anche a chi ci ha appena dato un ascolto. C&#8217;è da dire che non è stato un disco facilissimo, a sto giro avevano davvero tante emozioni e storie da metterci sopra&#8230; <br>&#8230; Gian (il cantante) ha vissuto a Bologna durante quasi tutta la scrittura del disco e scendeva quando poteva, tutti noi a Genova invece, abbiamo anche altri progetti e mille sbatti (senza entrare nei dettagli delle nostre vite personali che ovviamente come tutti, abbiamo e che sono meravigliosamente complesse), non meno importante c&#8217;è da ricordarsi sempre che siamo esseri umani, che sbagliano e che perdono le chiavi di casa, e che non sempre le si ritrova, perciò sì, fare questa musica in questo modo non è facile ma sicuramente il nostro non scendere a compromessi ci ha aiutato anche a rimanere uniti tra noi. Ovviamente va tutto il nostro affetto a chi c&#8217;è sempre stato dietro, da Fabrizio Fritz Barile che con le sue foto è riuscito a plasmare &#8220;l&#8217;immaginario&#8221; che abbiamo sempre avuto in mente, quando scriviamo i nostri pezzi (sfiziosità N°1 tutte le pubblicazioni degli Stiglitz in copertina hanno una foto di Fritz!), ai Flaminghi Emi, Albe e Maso (sfiziosità N° 2 senza di loro, Genova, l&#8217;underground e più semplicemente la nostra musica non sarebbero così), Stefania Carbonara che è semplicemente tutta l&#8217;impalcatura su cui si regge l&#8217;intero layout dell&#8217;ultimo disco e che per noi è una persona veramente speciale. <br>Senza contare poi Sferrazza (sviziositá N°3 il buon Fabri ha suonato il sassofono in SENZA CHIODI, è stato il sassofonista dei Meganoidi e che dire, per tutti noi nati a Genova e cresciuti in certi ambienti è una figura di riferimento granitica!).<br>Per concludere, i ragazzi di RADIO PUNK e RUMAGNA SGROZA ( sfiziosità N° 4 e 5 i primi siete voi due e siete i nostri Gini del cuore, i secondi sono tranquillamente considerabili il traino delle autoproduzioni e dell’underground romagnolo!), tutta la famiglia del turbo Oi! (Sfiziosità N° 6 il pezzo S.T.O é stato scritto da Lobo dei TIGRE, a cui vanno i nostri servili auguri per un rispettabilissimo turbo Oi!) ad Anto dei COCKS (sfiziosità N° 7 é lui la voce fotonica che si sente nel pezzo MA SE CI PENSO nella seconda strofa) vero pezzo di cuore e insostituibile &#8220;5&#8221; Stiglitz.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-33183" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40-1024x682.jpeg 1024w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40-300x200.jpeg 300w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40-768x512.jpeg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40-600x400.jpeg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.40.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Fabrizio Fritz Barile</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Genova è una città con una forte personalità e viene naturale capire come mai per i genovesi sia una parte fondamentale della propria identità, una specie di chiodo fisso che traspare anche dal vostro ultimo disco&#8230;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> A questa domanda risponderemo con un consiglio sfizioso. Venite a Genova a dicembre e a Caricamento prendete l&#8217; Uno, mi raccomando intorno alle 15:00 così da poter inseguire il tramonto che corre verso il ponente, mettetevi dal lato che guarda il mare del finestrino con lo sguardo diretto all&#8217;orizzonte sul porto e guardate bene tutto, perdetevi tra il cemento e le vite dipinte tra gli occhi della gente a Sampierdarena, e il riflesso dei moli di Prá, poi una volta arrivati intorno alle 16 al capolinea di Voltri, andate a piedi fino alla spiaggia di villa azzurra e quando sarete in spiaggia, a vedere morire il sole dietro Savona, diteci voi se non vi è venuta voglia di scrivere un disco su questa città.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: I vostri testi sono introspettivi ma allo stesso tempo diretti, entrano dentro chi li ascolta toccando delle corde profonde. A chi o da cosa vi fate ispirare? Cosa vorreste far percepire a chi vi ascolta?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> in realtà ci facciamo ispirare dalle giornate che corrono, cerchiamo sempre nelle storie di chi abbiamo accanto, nella quotidianità delle nostre esistenze, una qualche chiave di lettura da poter poi utilizzare collettivamente come anticorpo al nulla che avanza e che ci circonda.<br>Per noi scrivere canzoni è in realtà una grossa responsabilità e poter dare risalto a storie vissute, esperienze, traumi, gioie, dolori e una grossa fortuna, anche se probabilmente uno dei grossi ingranaggi che muove la macchina Stiglitz, è il fatto di poter dire che quello che scriviamo, la gente lo vive, ci si rivede, e lo sente proprio. Crediamo che ci sia solo una regola da rispettare quando si scrive un pezzo, ovvero &#8220;non mentire ai Kids&#8221; poi un pezzo può saltare fuori mentre sali in motorino, oppure in venti minuti mentre torni a casa in treno dopo anni&#8230;<br>&#8230;quella é un po&#8217; la parte magica di questo mondo, ma ecco, finché, rispetti la regola sopra, va tutto bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PS: ovviamente sorridere e divertirsi <em>belin</em>, già la vita è un casino, se dopo 8 ore di lavoro devi pure incazzarti non ha senso!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-33182" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-1024x682.jpeg 1024w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-300x200.jpeg 300w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-768x512.jpeg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-1536x1023.jpeg 1536w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30-600x400.jpeg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.27.30.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Fabrizio Fritz Barile</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Oltre agli Stiglitz, avete fatto o fate parte di altri gruppi e/o collettivi? In alcune città abbiamo visto un bel ricambio generazionale e in generale molta carica da parte delle persone più giovani. A genova si muove qualcosa?</strong> </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> <em>Alua</em>, in realtà, tutti noi abbiamo attraversato un po&#8217; tutti i centri sociali genovesi, chi più chi meno anche facendone parte proprio del collettivo interno. Per quanto riguarda gli altri gruppi, la nostra band è composta da diverse esperienze, solo Gian è alla prima ma tecnicamente dentro gli Stiglitz ci sono membri di COCKS, PIOVONO PIETRE, L.E.I.S.F.A, GOONIES, RISACCA, GAZED, SATANIC YOUTH, MEGADRIVE e via dicendo, forse ricollegandoci a qualche domanda passata su questa Intervista, il motivo del come scriviamo in questo modo è dato proprio dall&#8217;esperienza di tutti questi generi che abbiamo, e che continuiamo a suonare!</p>



<p class="wp-block-paragraph">GRAZIE A DIO A GENOVA SÌ, ORA SI MUOVE QUALCOSA ECCOME!!!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La città è le serate si stanno ripopolando pian pianino di Kids, gente in gamba che sta muovendo i primi passi verso il D.I.Y e l&#8217;autogestione organizzandosi e auto-determinandosi, anche per quanto riguarda le attività politiche, non necessariamente legate al mondo musicale si sta creando un bel movimento, come abbiamo anche notato nel resto d&#8217;Italia, ci auguriamo che il tanto agognato ricambio generazionale stia avvenendo, chi lo sa, magari si ritornerà a fare attacchinaggio con secchio e colla alle 23 di sera!!! Anche se è bene dirlo sempre a bassa voce per scaramanzia!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Con l’uscita di questo disco avete già in programma qualche data live o un mini tour all’estero? Spammate i prossimi concerti!&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> allora!! heehehehheeh qui in seguito ci sono le date fissate fino ad oggi dove potrete beccarci!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=1432044798720660&amp;set=a.561246715800477"><strong><span style="text-decoration: underline;">24 gennaio &#8211; Bertinoro</span></strong></a><br>21 febbraio &#8211; Imperia <br><a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=1372903291300379&amp;set=a.195042065753180"><strong><span style="text-decoration: underline;">7 marzo &#8211; Torino</span></strong></a><br>13 marzo &#8211; Marsiglia (FR)<br>28 marzo &#8211; Treviso<br>2 maggio &#8211; Locarno (CH)<br>6 giugno &#8211; Modena</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo anche preparando un bel po&#8217; di date fuori dall&#8217;Italia, ma tempo al tempo e locandine alla mano vi aggiorneremo, sicuramente anche attraverso il sito di RADIO PUNK (sfiziosità N° boh ANDATE SUL SITO LORO CHE SONO INCREDIBILI BRAVISSIMI E BELLISSIMI)</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ok noi ci conosciamo bene già da qualche tempo, raccontate a chi sta leggendo chi sono gli Stiglitz nella vita di tutti i giorni!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stiglitz:</strong> in realtà siamo gente veramente semplice. Ci piacciono le birre scure e fare il Turbo Oi!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-15-at-16.25-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-33181"/><figcaption class="wp-element-caption">Da sinistra: Albe, Martino, Gian, Fra (foto scattata al &#8220;Questa è Roma fest&#8221; @ Csa Intifada &#8211; Roma)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-agli-stiglitz/">Intervista agli Stiglitz</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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		<title>Intervista ai Sud Disorder</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-ai-sud-disorder/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Zoe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 09:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[hardcore punk]]></category>
		<category><![CDATA[italian hardcore punk]]></category>
		<category><![CDATA[scena punk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con i Sud Disorder, band di Taranto da poco uscita con il disco “Strategie” I Sud Disorder da più di 10 anni rappresentano la scena Punk rock/hardcore di Taranto e del Sud con il loro inconfondibile stile e la grande attitudine. Questo novembre hanno fatto uscire per Motorcity il loro ultimo disco “Strategie”. Via &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-ai-sud-disorder/">Intervista ai Sud Disorder</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chiacchierata con i Sud Disorder, band di Taranto da poco uscita con il disco “Strategie”</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I Sud Disorder da più di 10 anni rappresentano la scena Punk rock/hardcore di Taranto e del Sud con il loro inconfondibile stile e la grande attitudine. Questo novembre hanno fatto uscire per Motorcity il loro ultimo disco “Strategie”. Via alle domande!</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao raga e grazie per essere qui! Abbiamo visto diversi vostri live e quest’estate, quando siamo scesi al sud per il mitico Rozz Fest, abbiamo avuto modo di trascorrere del tempo insieme. Sappiamo che oltre ai Sud Disorder siete attivx in altri progetti sia ora che in passato. Raccontateci un po’ tutte le cose che fate e che avete fatto in ambito politico e musicale!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:</strong>&nbsp; Ciao a tutt*, qui Davide direttamente da dietro le pelli della banda. E&#8217; sempre bello dedicarvi del tempo e grazie dello spazio! Cazzo, domanda mega impegnativa eheh&#8230;cercherò di essere breve anche perché raccontare la storia della nostra vita fino a qui è una cosa abbastanza impegnativa! Per cercare di farla breve, i Sud Disorder sono una parte di un percorso lungo anni che ha radici molto forti legate alla storia punk della nostra provincia e non solo, cercando di rendere onore a una storia di lotte e musica che va avanti almeno dagli anni &#8217;90 fino ad ora. La nostra storia parte da luoghi e individualità che hanno cercato di mettere in pratica al meglio le idee di libertà che avevano nella testa, sperimentando la vita comunitaria, il diy in tutte le sfaccettature che abbiamo potuto mettere in pratica, provando a inventarci contadini, fornai, serigrafi e anche nella musica abbiamo sempre approcciato i nostri rapporti nella maniera più diretta, abbiamo cercato e continuiamo a cercare di vivere la nostra vita nella maniera più libertaria possibile mettendo le mani in tutto, dal creare un palco, a inventarci sale concerti con teli e pali fino a costruire banconi del bar, ripulire luoghi abbandonati per farne sala prove, serigrafia e tanto altro, che credo abbiate visto con i vostri stessi occhi quando siete stati nostri ospiti in Masseria Foresta. Ovviamente la nostra storia individuale non parte solo da lì, ognuno di noi è l&#8217;uomo e la donna che è diventat* dopo un percorso che lo ha portato fino ad oggi: Gigio sono ormai 30 anni che girovaga tra posti e concerti, prima con gli Hobophobic e ora con noi, ormai un vero e proprio pezzo importante della storia punk hc di sta nazione&#8230;forse ormai d&#8217;antiquariato ahaha. Scherzi a parte, è una persona che ha speso tutto il suo tempo per fare quello che ama, ha suonato praticamente per chiunque e ovunque, è la vera anima punk tra tutti noi, questa musica è davvero tutta la sua vita! E infatti si spende tantissimo anche con Poison Hearts, dando una mano alle band punk e non che vogliono venire a suonare da noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serena ha fatto anche lei molte esperienze in giro, ha vissuto in Romagna, avvicinandosi ai movimenti animalisti e al concetto di diy, per poi tornare in Puglia. È cresciuta dentro sale prove e in mezzo a persone che suonavano sempre alla fine, lei che non avrebbe mai pensato di salire su un palco a cantare, ci si è ritrovata con noi, dopo averci visto nascere e crescere, aiutandoci sempre in qualsiasi maniera&#8230;una compagna unica <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> . Fabio anche lui cresciuto nella provincia pugliese, nella zona della Valle d&#8217; Itria, sempre molto vicino alla scena metal e punk e da lì ora è diventato un vero e proprio professionista, lavorando con la musica come produttore e come fonico da più di 10 anni ormai, facendo della musica una delle parti più importanti della sua vita. L&#8217; altro Davide, il chitarrista, animo metal, ha probabilmente messo mano in tutti i gruppi punk della provincia tarantina, una vera colonna portante di questa musica nella nostra terra e un grandissimo appassionato di musica. Per quanto mi riguarda, io sono cresciuto a Taranto e, grazie al mio papà, in mezzo a tutti quei ragazzi degli anni &#8217;70 che sognavano un mondo migliore e quindi mi sono avvicinato di conseguenza ai luoghi e alle persone che cercavano di portare avanti lotte e determinate idee nella mia città. La musica mi ha aiutato in molti momenti difficili della mia vita ed è diventata la mia compagna fedele dall&#8217;adolescenza fino ad oggi, prima con qualche progetto crossover/metal e poi, quando ho scoperto il punk hardcore jonico e la sua storia, ho trovato la forma che più si adattava a me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi, in una maniera o nell&#8217;altra, restando qui in Puglia e nella provincia tarantina, luogo dove, per ovvie ragioni, molti dei nostri coetanei e non, scappano via, ci siamo impegnati per dare supporto e creare eventi che aggregassero quei pochi pazzi come noi rimasti qui, partecipiamo e organizziamo concerti e manifestazioni da quando siamo minorenni praticamente, in città e anche nei paesi vicini o in campagna&#8230;insomma, ci siamo sempre dedicati a tante cose nella nostra vita e sempre dalla stessa parte della barricata!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Abbiamo ascoltato il vostro ultimo disco dal quale emerge fortemente il tema del vostro rapporto con il territorio in cui vivete. Spesso si pensa che il Sud e la sua scena siano in qualche modo svantaggiati rispetto al resto d’Italia ma sinceramente, quando siamo stat* alla Masseria Foresta, abbiamo visto un grandissimo fermento, tantissima attitudine e un forte legame con le lotte sociali e questo ci ha gasato da morire! Raccontateci come vivete il rapporto con Taranto e la sua scena.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:</strong> Beh, noi nella musica cerchiamo sempre di raccontare ciò che viviamo nella realtà che, nel bene e nel male, è influenzata tantissimo dal nostro amato ma amaro sud, così tanto da decidere di metterlo anche nel nome del gruppo. Non vogliamo parlare di veri e propri svantaggi, abbiamo girato e visitato tanti luoghi e conosciuto tante realtà per sapere che ognuno ha i suoi grossi problemi&#8230;e quindi, evitando di parlare della mancanza di sbocchi lavorativi che portano molta gente a dover scappare via da qui, dell&#8217; ignoranza dilagante, della qualità della vita in genere e dell&#8217; incidenza delle aziende e della militarizzazione sulla nostra terra e nelle nostre vite, vivere e resistere in un luogo come questo ti rende diverso, non c&#8217;è che dire&#8230;e nonostante ciò che di brutto ci piove addosso, noi vogliamo bene alla nostra casa, ai nostri amici e alle nostre famiglie che ci hanno cresciuto e ci hanno insegnato tanto. Siamo ben coscienti che continuare a fare quello che facciamo qui ha un peso particolare, che vivere e provare a difendere questi luoghi ha un forte significato, è un pò come difendere quel bambino che è dentro di noi e che anche se cresce non smette di sognare che le cose possano cambiare anche in una terra maltrattata come la nostra. Abbiamo costruito la nostra strada pezzo per pezzo e ora vediamo le nuove generazioni percorrerla con lo stesso fuoco negli occhi che avevamo noi, ed è qualcosa di impagabile tutto ciò. Non abbiamo mai pensato a cosa avverrà, ma se restare qui e dedicarci anima e corpo alla musica, alla socialità, all&#8217; idea di un mondo diverso è ispirazione per qualcuno è già qualcosa di molto speciale per noi&#8230;poi chi vivrà vedrà!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2026/01/bn2-1-1024x442.png" alt="" class="wp-image-33101"/><figcaption class="wp-element-caption">Da sinistra verso destra: Serena, Davide, Gigio, Fabio, Davide</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: “Strategie” è un disco ricco di collaborazioni, parlateci un po’ di questo album e di chi ci ha messo lo zampino insieme a voi!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:</strong>&nbsp; Questo ultimo disco rappresenta per noi un momento di crescita e di consapevolezza personale. Parlando con più di qualcuno abbiamo sentito molte volte la parola &#8220;maturo&#8221; nel descriverlo&#8230;e alla fine è quello che in qualche modo siamo diventati anche noi. La nostra musica cresce con e come noi e questo disco parla proprio di quello, delle sfide che affronti quando vai avanti, dei momenti di sbandamento, delle cadute e della forza di volontà di non arrendersi mai, di proseguire in qualcosa in cui credi e a cui tieni tantissimo. Abbiamo anche fatto volutamente la scelta di spostarci su sonorità un pò più (passateci il termine) &#8220;rock&#8221;, una sfumatura che comunque abbiamo sempre avuto e cercato di mettere anche nei dischi precedenti. Abbiamo cercato di sperimentare e divertirci senza avere linee guida su quello che facevamo, il punk hardcore è qualcosa che noi amiamo e rispettiamo molto ma non volevamo per forza seguire lo schema dell&#8217;andare a 3000 all&#8217;ora (anche perchè diventa sempre più faticoso ahahah!). E quindi tutto quanto è venuto fuori così, da quella voglia di provare a toccare anche tasti diversi e svelare parti di noi che forse non avevamo ancora mostrato in giro e probabilmente anche a noi stessi&#8230;la cazzimma rimane però eh, speriamo si senta <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le collaborazioni, anche questa volta come in &#8220;Senza Amor Non Vale Nulla&#8221; abbiamo deciso di dare voce a persone che stimiamo profondamente e che, secondo noi, davano più valore ad alcuni concetti, per questo abbiamo scelto Max dei Contrasto per la canzone più hardcore vecchia scuola che abbiamo fatto, lui che per noi rappresenta la vera attitudine che bisogna mantenere nel tempo, la voce più consapevole e feroce che il punk hardcore italiano ha ancora il piacere di far sentire. Ci sono i ragazzi dei Menagramo, che abbiamo amato al primo ascolto a un concerto all&#8217; Adescite Fest al Buridda di qualche anno fa e che abbiamo pensato potessero rendere ancora più struggente e potente il nostro metterci alla prova in chiave acustica. E poi c&#8217;è anche un nostro fratello, Yuri dei Caos Manifesto, progetto fresco fresco delle nostre zone, con cui qualcuno di noi ha suonato e condiviso frammenti di vita in passato e che è, a nostro parere, è uno dei migliori talenti che sia mai nato da queste parti, tra l&#8217;altro ci ha aiutato tantissimo nel concept del nostro disco e continua a farlo, quindi ormai un elemento aggiuntivo della banda!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono poi le grafiche del nostro fratellino Antonio &#8220;Holdenaccio&#8221;, un&#8217; altro talento made in Taranto tornato a casa base da qualche anno e che ha all&#8217; attivo due libri pubblicati per Bao Publishing, il suo ultimo lavoro si chiama &#8220;Senza Rabbia Non Vale Nulla&#8221; e racconta una storia di vita e lotta nella città dei due mari ed è una dedica anche al nostro vecchio disco&#8230;era quasi scontato rivolgerci a lui per raccontare in immagini quest&#8217; ultimo e pensiamo abbia fatto un lavoro incredibile e bellissimo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per finire ma certo non ultimi di importanza, ci sono i ragazzi di Motorcity Produzioni che anche questa volta hanno creduto in noi, occupandosi della stampa dei vinili e in più ora ci aiutano nell&#8217; organizzazione di concerti in giro, dandoci anche consigli su come crescere al meglio.</p>



<iframe style="border: 0; width: 100%; height: 120px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=2499963493/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://suddisorder.bandcamp.com/album/strategie">STRATEGIE by Sud DIsorder</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Come Sud Disorder avete alle spalle più di 10 anni di live e quindi avrete sicuramente visto tantissimi posti. C’è qualche concerto che ricordate con più affetto? C’è qualche spazio o città che vi sono rimasti nel cuore?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:</strong> Qui aprite un file di ricordi dove ci vorrebbe probabilmente un libro per raccontarli tutti! Partiamo dal presupposto che siamo stati molto fortunati nel nostro percorso, abbiamo avuto il piacere e l&#8217;onore di suonare in quasi tutti i posti d&#8217; Italia e nelle migliori situazioni occupate, autogestite e non e abbiamo un&#8217; infinità dei momenti fantastici impressi nella mente su ogni singolo luogo che abbiamo avuto il piacere di toccare. E&#8217; una domanda veramente difficile a cui rispondere quindi dico qualche nome ma sicuramente dimenticherò qualcosa&#8230;spero nessuno se la prenda a male perchè siamo sempre stati benissimo e trattati ( quasi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) al meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i ricordi più belli ci sono, per quanto riguarda il nostro territorio, sicuramente il nostro esordio in al Niente Da Festeggiare il 25 Dicembre del 2013, tutte le nostre volte al Rozz Fest, la presentazione di &#8220;Senza Amor Non Vale Nulla&#8221; al Disaster Fest del 2021, tutto questo sempre in Masseria Foresta, il luogo dove siamo nati&#8230;e altrettanto indimenticabili, sono stati i nostri concerti a Città Vecchia (dei quali abbiamo usato le immagini per girare i nostri unici due videoclip) e al Mercato Nuovo di Taranto, in particolare quello di poco tempo fa in occasione del release di &#8220;Strategie&#8221;. Il primo concerto all&#8217;Ex Caserma Liberata a Bari e il nostro primo Lecce HC nel 2014, le nostre due partecipazioni a In Riva Al Punk e come dimenticare la primissima serata al Binario68 di Lecce, occupato quasi per l&#8217;occasione ( ogni scarrafone è bell a mamma soje ehehe). Rumori Dal Lago in Trentino nel 2014, il tour di 20 e passa giorni che abbiamo fatto tra Spagna, Portogallo e Francia e che si è concluso con quel mega concerto che era il compleanno del Telos nel 2015&#8230;ma anche quello del 2019 non scherzava per niente! Quella volta che occuparono la strada in Via Gola a Milano dove suonammo con Attrito e Cospirazione e la gente faceva stage diving dalle macchine parcheggiate e sempre sotto la madonnina non possiamo non menzionare il Baraonda, il COX 18 e il T28 e il FOA Boccaccio di Monza, dove abbiamo avuto l&#8217; immenso piacere di condividere una serata coi Burning Heads e l&#8217;ultima volta con i nostri fratelli grandi ATestaBassa e The Radsters (e il pensiero vola subito verso&nbsp; Andrea &#8220;Ciaccarone&#8221;,&nbsp; sempre nel cuore fratello!).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pezzo di cuore l&#8217;abbiamo lasciato anche a Firenze a Next Emerson come al CPA, al Buridda di Genova, a Napoli a Officina 99, al Forte Prenestino a Roma per il concerto dei nostri 10 anni di attività e allo Scumm di Pescara. Un altro bellissimo ricordo è il nostro primo e forse unico concerto a XM24 a Bologna nella saletta prove con una bolgia infernale in pochi metri quadri. Il meraviglioso concerto al Barocchio Squat a Torino assieme ai fratellini Inganno Hc che fu prima della trasferta in terra iberica, le nostre due prime volte coi Bull Brigade, a Taranto a Officine Tarantine e al Gabrio insieme ai Non Servium nel 2018. Il Distruggi La Bassa nel 2022 a Ferrara, ad Atene in apertura dei nostri fratelloni Vodka Juniors davanti a più di 1000 persone&#8230;vabbè, mi fermo qui sennò non la finiamo più ahahah! Però ne abbiamo vissuti di momenti incredibili e posti unici che porteremo sempre con noi !</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: …Vi piacerebbe suonare all’estero e in generale fare un tour di molte date?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:&nbsp;</strong> È sempre una bellissima (e faticosissima) esperienza quella di andare a suonare all&#8217;estero per noi, visto che ci muoviamo praticamente dall&#8217; Africa :D! Abbiamo avuto il piacere di fare due tour nella nostra storia, uno nel 2015 tra Spagna, Portogallo e Francia di più di 20 giorni (andato malissimo a livello economico ma super bello a livello umano e ricco di ricordi incredibili!) e uno di 10 giorni in Germania e Svizzera nel 2018&#8230;se capiteranno occasioni cercheremo di non farcele scappare.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Siamo troppo curiosx quindi non possiamo non fare questa domanda. Chi sono i Sud Disorder nella vita di tutti i giorni? Grazie mille ancora una volta per essere statx qui!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sud Disorder:</strong> Oh ma sò impegnative queste domande, era meglio andare da Marzullo ahahah! A parte gli scherzi, diciamo che preferiamo raccontarci a chi ci sta vicino nella vita,&nbsp; quindi chi ha voglia di conoscerci ci può trovare ai concerti e in giro e non mancherà occasione di raccontarci&#8230;chiaramente per chi ne vale la pena ;).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque tra di noi c&#8217;è chi lavora con la musica, chi fa il tecnico e chi fa l&#8217;operaio, chi fa l&#8217;artigiana, chi va a pesca e chi non fa un cazzo :D. Le nostre passioni sono tante, in primis la musica ovviamente, qualcuno di noi ama molto i film, i libri, le piante, gli animali e la natura in genere, il mare&#8230;ah e ovviamente la birra, tanta birra! Gli scheletri nell&#8217;armadio stanno bene dove stanno, ogni tanto gli facciamo prendere aria ma comunque ci andiamo abbastanza d&#8217;accordo, tra l&#8217;altro gli abbiamo dedicato pure na canzone nell&#8217;ultimo disco <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> !&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a voi, speriamo di riabbracciarci quanto prima! Ci vediamo all&#8217; improvviso, come le tempeste!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pirati, sempre!<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di copertina di <a href="https://www.instagram.com/the_yuroka/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yuri Patriarca</a></p>
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		<title>GENOVA DIY: Intervista alla crew di Adescite</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-adescite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[radiopunkts]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 15:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Diy]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con il collettivo Adescite, da anni attivo nell’organizzazione di concerti DIY a Genova Il 24, 25, 26 ottobre 2025 si svolgerà il fest di Adescite con diverse band e banchetti di autoproduzioni in tre luoghi diversi di Genova. Questa sarà la decima edizione e abbiamo deciso di fare qualche domanda alla crew di Adescite &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-adescite/">GENOVA DIY: Intervista alla crew di Adescite</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con il collettivo Adescite, da anni attivo nell’organizzazione di concerti DIY a Genova</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24, 25, 26 ottobre 2025 si svolgerà il fest di Adescite con diverse band e banchetti di autoproduzioni in tre luoghi diversi di Genova. Questa sarà la decima edizione e abbiamo deciso di fare qualche domanda alla crew di Adescite sul fest, sulla città e sul loro collettivo. Ci vediamo al banchetto, noi ci saremo!<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/514279243_1226223482633540_5757855342894637037_n-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-29922" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/514279243_1226223482633540_5757855342894637037_n-768x1024.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/514279243_1226223482633540_5757855342894637037_n-225x300.jpg 225w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/514279243_1226223482633540_5757855342894637037_n-600x800.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/514279243_1226223482633540_5757855342894637037_n.jpg 1131w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Ciao a tutte e tutti! Grazie mille per essere qui sulla nostra ‘zine. Ricordiamo con molto calore ogni edizione di Adescite a cui abbiamo partecipato quindi siamo davvero felici di intervistarvi! Partiamo con un po’ di bio: raccontateci come nasce Adescite, da quali anime è formato il collettivo e come si è evoluto in questi 10 anni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adescite Crew: Ciao! Adescite nasce inizialmente &#8220;solo&#8221; come festival punk Diy un po&#8217; per caso, all&#8217;interno di uno Spazio occupato nel ponente genovese che tutti ricordiamo con particolare affetto: lo Spazio Libero Utopia. L&#8217; occupazione è durata circa tre anni ed era stata tirata su da ragazzi e ragazze all&#8217;epoca ancora relativamente giovani, di età per lo più compresa tra i 20 e i 25 anni, che si erano precedentemente già fatti/e le ossa in collettivi universitari (ReUp) e di altri spazi occupati(uno su tutti il C.S.O.A. Terra Di Nessuno). Il connubio &#8220;nuova occupazione in periferia&#8221; e &#8220;punk fai-da-te&#8221; è stato abbastanza naturale e organico, portando a un nuovo fermento tra le realtà punk genovesi e liguri, all&#8217;epoca già discretamente attive. Adescite! Fest è stata un po&#8217; la sintesi e una delle espressioni più felici di quel fermento: una buona occasione per mettere in pratica l&#8217;esperienza accumulata negli anni precedenti di concerti e iniziative in un contesto nuovo, meno consolidato, ma forse proprio per questo più stimolante e vivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo alle anime che lo compongono&#8230;negli anni ha contribuito a consolidare legami di amicizia che perduravano già dall&#8217;infanzia o dall&#8217;adolescenza e ha aggregato persone che prima, invece, non si conoscevano affatto. Tutte persone che hanno popolato e animato varie sottoculture, accomunate però da uno stesso modo di intendere l&#8217;autoproduzione, l&#8217;autogestione e le relazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito allo sgombero di Utopia, avvenuto proprio a ridosso della quarta edizione, abbiamo poi scelto di portare avanti Adescite! anche come collettivo vero e proprio, sempre secondo agli stessi principi che animavano anche il festival, collaborando con numerose realtà, occupate e non, che sentiamo in un qualche modo affini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Come avete strutturato questi 3 giorni di festival? Parlateci della musica e, siccome definite Adescite come “la sagra delle autoproduzioni”, anche di ciò che farà da contorno come banchetti e altro!&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adescite Crew: Eravamo soliti strutturare il festival su uno o due giornate in uno spazio solo, con magari qualche iniziativa più piccola in luoghi affini nelle giornate precedenti. Negli ultimi anni, la situazione globale degli spazi sociali genovesi (approfondita nella prossima domanda) è cambiata in maniera piuttosto drastica e decisamente in peggio, portandoci a prendere importanti decisioni riguardo a quella che sarà la decima e ultima edizione del festival.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avrà luogo nell&#8217;arco di tre giornate in tre posti diversi che, tutti a modo loro, ricoprono una certa importanza per la storia di Adescite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime due giornate, venerdì e sabato, si terranno rispettivamente nella nuova sede del C.S.A. Zapata e al C.S.O.A. Pinelli, mentre la chiusura di domenica, si sarà al circolo Perugina, a Certosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre, nella scelta dei gruppi, abbiamo cercato di fare in modo che tutte le anime ed espressioni della musica punk siano degnamente rappresentate. In tal senso, ce n&#8217;è per tutti i gusti, dal punk rock più classico, all&#8217; hardcore vecchissima maniera, dallo street punk agli episodi acustici e all&#8217;emocore. Incredibilmente, quest&#8217;anno c&#8217;è pure del metalcore, cosa che per Adescite risulta più unica che rara <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto sarà complementato dalla consueta carellata di banchetti di autoproduzioni e cibo, che rendono Adescite, appunto, la sagra dell&#8217;autoproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, tre giornate in cui dormire pochissimo ed aggregarsi molto. Che fate? Ve ne private?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="833" height="1024" data-id="29926" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-833x1024.jpg" alt="" class="wp-image-29926" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-833x1024.jpg 833w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-244x300.jpg 244w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-768x945.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-1249x1536.jpg 1249w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2-600x738.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/10/542161596_1265947661994455_8871737420885643102_n-2.jpg 1301w" sizes="auto, (max-width: 833px) 100vw, 833px" /></figure>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Adescite è visceralmente connessa agli spazi sociali genovesi. Raccontateci di questo legame e del rapporto che avete con la città della lanterna.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adescite Crew: Sul rapporto che i genovesi hanno con la loro città natale potremmo spendere fiumi di inchiostro (facciamo più torrenti, che quì si è assai parsimoniosi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volendo azzardare una terribile sintesi potremmo dire che tra i lati positivi di Genova c&#8217;è senza dubbio la tendenza a cercare di fare le cose nella maniera più semplice, diretta e meno sofisticata possibile. Non ci piace perderci in <em>belinate </em>e preferiamo andare dritti al punto, attitudine riassunta nell&#8217;imperativo contenuto in Adescite! stesso, che in dialetto ligure significa &#8220;Datti una mossa!&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i lati negativi possiamo annoverare sicuramente una tendenza mortifera al nonnismo, che si traduce spesso in realtà chiuse in sè stesse e poco inclini al dialogo. Questo dualismo lo abbiamo spesso osservato anche negli spazi sociali in cui siamo cresciuti e ai quali Adescite! è indissolubilmente legato. <br>Se da un lato siamo cresciuti in una città che in passato ha avuto un discreto numero di realtà occupate e autogestite diverse, in cui potere sperimentare una libertà di autogestione che altrove, e soprattutto sul fronte istituzionale, era semplicemente assente, è altrettanto vero che le dinamiche umane e interpersonali che ne influenzavano e regolavano poi la vita, non venivano spesso messe in discussione, creando ambienti talvolta stagnanti e incapaci di dialogare efficacemente con generazioni più giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un errore che si è pagato carissimo negli ultimi anni, in cui le prime giunte di centro destra dai tempi del secondo dopoguerra hanno, pressochè incontrastate, fatto piazza pulita di buona parte delle realtà occupate e autogestite in città.  Molte delle scelte che ci stiamo trovando a fare con Adescite! Ultimamente sono legate a questa situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà l&#8217;ultima edizione perchè, come abbiamo spiegato in seguito allo sgombero del L.S.O.A. Buridda, la situazione politica attuale è troppo soffocante per permetterci di organizzare il festival secondo alle modalità che prediligiamo. Inoltre, sentiamo che è giunto il momento di lasciare più spazio anche a collettivi più giovani che si stanno affacciando sulla scena ultimamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà l&#8217;edizione più corale che abbiamo organizzato in termini di spazi inclusi, un po&#8217; per necessità logistiche, ma soprattutto perchè pensiamo che sia il caso che le varie realtà che abbiamo attraversato ieri e attraversiamo oggi, dialoghino il più possibile fra loro. Il nonnismo genovese di cui sopra e l&#8217;individualismo sono lussi che oggi nessuno si può più permettere, se vogliamo davvero parlare di aggregazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="CHE L&amp;apos;INSE - Ep1 - La scena punk genovese e i suoi spazi sociali" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/dT4VF7-PS1o?start=89&#038;feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Vi chiediamo di guardarvi un po’ indietro. Dopo 10 anni sentite di aver lasciato il segno? Cosa pensate di aver costruito a Genova e nella scena punx locale e non? Guardando avanti invece, cosa c’è nel futuro di Adescite?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adescite Crew: Nostalgia canaglia&#8230; Dopo dieci anni di festival, concerti e iniziative varie possiamo senz&#8217;altro di dire di avere lasciato un segno indelebile in noi stessi, non tanto o non solo per i concerti in sè, quanto per le innumerevoli occasioni di arricchimento umano che questi ci hanno fornito e che abbiamo cercato di cogliere ove possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le lezioni più grandi c&#8217;è che cercare di fare le cose collettivamente è sicuramente più faticoso rispetto all&#8217;organizzarsi solo individualmente e fare sempre di testa propria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, è al contempo un esercizio di empatia fondamentale, che ci ha portato col tempo a fare ragionamenti più profondi su noi stessi e sul nostro modo di relazionarci. Questo, alla fine della fiera, lo riteniamo più importante della musica stessa, che alla fine catalizza e sottolinea soltanto i nostri stati d&#8217;animo. Potremmo riassumerlo con uno Strummeriano &#8220;Without people you&#8217;re nothing&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Speriamo che fare Adescite! ci abbia reso persone più consapevoli e che questo abbia avuto anche qualche ricaduta positiva sulla &#8220;scena punx locale e non&#8221;. Che poi&#8230;le uniche regole di ogni buona scena sono che la scena non esiste e che il momento migliore per fare le cose è sempre&#8230; ORA!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa ci riserva il futuro non lo sappiamo. Sarebbe bello se il futuro ci riservasse la fine del capitalismo e del lavoro salariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Vi ringraziamo ancora tanto e vogliamo chiudere con una domanda che ci regala sempre molte gioie: stupiteci e fateci ridere con l’episodio più grottesco e divertente accaduto durante un vostro concerto!&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adescite Crew: Più divertente di quando ci hanno proposto i Crazy Town?<br>Beh, una divertente è quella riguardo a un batterista che per privacy chiameremo Joe A. , anzi no, Antares J. È meglio… comunque, si è svegliato la mattina nel dormitorio della Buridda urlando &#8220;chi cazzo è che mi ha vomitato sui pantaloni?&#8221;. Al primo grido nessuna risposta dalla marmaglia dormiente. &#8220;allora, chi è stato che lo ammazzo!?&#8221; La prima voce assonnata risponde dalla penombra &#8220;sei stato tu…&#8221;. Antares J. non ci sta &#8220;no, io non sono un pivello alle prime armi, ste cazzate non le faccio, so come si beve e non mi vomito sui pantaloni&#8221;. Il coro degli addormentati inizia a svegliarsi e a dire &#8221; si, si, sei stato tu, ora facci dormire&#8221;. Il povero Joe A. È tornato a casa con dei pantaloncini corti in prestito, e ancora oggi aleggia il mistero di chi gli abbia vomitato sui pantaloni, che sia stato davvero lui?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ce ne sono troppe da raccontare, storie di cani sul palco, scale a pioli apparse misteriosamente in mezzo al pogo, cori ubriachi di gente che canta &#8220;Genova puuuunx&#8221; sulle note di Fear of the Dark degli Iron Maiden, chiavi di interi centri sociali sparite con i nostri amplificatori chiusi dentro, dj set trash finiti in abbracci e lacrime di gioia, band così ubriache da non finire il proprio concerto e finite a pisciare nel giardino di Toni Cocks.<br>Ok, sembra un delirio, ma in realtà il 99% delle cose vanno bene&nbsp;e&nbsp;ci&nbsp;si&nbsp;diverte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri articoli recenti su Genova:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.radiopunk.it/25/punk-radar-flamingo-records-genova/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Punk Radar: Flamingo Records Store</a></li>



<li><a href="https://www.radiopunk.it/25/intervista-ai-cocks/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Genova punk rock: Intervista ai Cocks</a> </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-adescite/">GENOVA DIY: Intervista alla crew di Adescite</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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		<title>Intervista ai Lion’s Law</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-ai-lions-law/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 08:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[France]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
		<category><![CDATA[Skinhead]]></category>
		<category><![CDATA[street punk oi!]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con i Lion’s Law, band oi! di Parigi Poco dopo averli visti sul palco del Sottotetto a Bologna lo scorso febbraio è uscito il nuovo album della band francese dal titolo “Evermore”. Il live è stato pazzesco e il disco ci è piaciuto moltissimo, tanto che l’abbiamo inserito nei nostri preferiti del mese. Abbiamo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con i Lion’s Law, band oi! di Parigi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Poco dopo averli visti sul palco del Sottotetto a Bologna lo scorso febbraio è uscito il <strong>nuovo album</strong> della band francese dal titolo <strong>“Evermore”</strong>. Il live è stato pazzesco e il disco ci è piaciuto moltissimo, tanto che l’abbiamo inserito nei nostri <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.radiopunk.it/25/diyno-mixtape-febbraio-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">preferiti del mese</a></span></strong>. Abbiamo perciò deciso di contattare la band e fargli qualche domanda, buona lettura!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao ragazzi e benvenuti nella nostra ‘zine! Partiamo dall’inizio, come, quando e dove si formano i Lion’s Law come band?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong> Abbiamo fondato la band nel 2012 a Parigi, con membri di Street Kids e Maraboots. Entrambi i gruppi cantavano in francese e noi volevamo fare qualcosa in inglese. Abbiamo chiesto a Thomoï, leggendario batterista dei Komintern Sect, e quando ha sorprendentemente detto di sì, tutto è iniziato!!!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Sappiamo che siete molto attivi nella scena musicale, non solo come musicisti. Ci fareste una panoramica delle vostre altre band passate e presenti e degli altri progetti collaterali alla musica?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong> Uff! Non so nemmeno se riesco a ricordare tutte le band in cui abbiamo suonato, ma proviamoci: Komintern Sect, Teep&#8217;n&#8217;teepatix, Burning Heads, Maraboots, Street Kids, Hard Times, Metal Urbain, Al Kapott, Hoax, DIG, Mowol, Faction S, Rixe, Atlantes&#8230;. Ahah, è da pazzi ma sì, tutti facciamo tonnellate di musica e, come avete detto, abbiamo anche altri progetti, io (Wattie) gestisco il booking con il nome di BSC da circa 15 anni a Parigi. Gestisco anche una <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.droogies.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">web radio che va in onda 24/7 chiamata Droogies Radio!</a></span></strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Molte delle città europee, come ad esempio Bologna dalla quale vi scriviamo, si stanno rapidamente gentrificando e svendendo al turismo di massa. Voi vivete in una delle città con più turisti al mondo. Come vivete questa situazione? Ci sono spazi occupati, centri sociali, locali e altri luoghi dove vi ritrovate come skin e punk?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong> Questi posti sono in gran parte scomparsi rispetto a quando eravamo bambini, è completamente diverso, mi sembra che vogliano trasformare la nostra città in un museo o in qualcosa solo per il turismo: Airbnb e alimentari costosi sono l&#8217;unica cosa che troverete! Ma c&#8217;è una piccola comunità di punk che cerca di mantenere viva la scena alternativa! Ci riuniamo per lo più per strada o nei pub, non abbiamo uno spazio tutto nostro.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Guardando il video di Sewer Rats abbiamo notato un immaginario che comunica l’unione fra punks e skins. Com’è in generale la scena punk oi! parigina?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law: </strong>Siamo sempre stati dei punk con la testa rasata, quelli che noi chiamiamo skinhead! Siamo cresciuti insieme perché qui non c&#8217;è un vero confine tra punk e skin. E un grande in bocca al lupo ai ragazzi di Breakout!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Parlando di “Evermore”, vi va di raccontarci qualche curiosità e qualche aneddoto su questo vostro ultimo stupendo disco? Quali sono le principali novità e differenze che sentite di aver portato rispetto ai vostri precedenti lavori?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong> Beh, questo album è una nuova pagina per la band e per noi un grande passo, anche se incerto. Il nostro principale compositore e chitarrista, Louis, ha lasciato la band prima che iniziassimo a scrivere questo album. Quindi non sapevamo che fare e temevamo di non essere in grado di fare il salto di qualità e di scrivere canzoni buone come quelle che aveva fatto lui! Ma mi piace pensare che ora il processo di scrittura sia più comune, fatto insieme&#8230; se ce l&#8217;abbiamo fatta, ditecelo voi!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.youtube.com/watch?v=aq0sug3kyu4
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Avete appena concluso un tour europeo incredibile con Mess e Claimed Choice. Quali sono i posti che ricordate con più affetto? Quali sono invece gli episodi più assurdi e grotteschi che avete vissuto in queste settimane?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong> Non lo diciamo solo perché siete italiani, ma ci siamo divertiti molto a Bologna, questo è sicuro! Abbiamo suonato 21 concerti in giro per l&#8217;Europa con questa band di pazzi, perché diciamoci la verità, tutti noi facciamo festa ogni sera!!! Ed è bello ritrovare vecchi amici in ogni città! Devo dire che Berlino è ancora in cima alla lista di città europee!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Vi ringraziamo tantissimo per averci dedicato il vostro tempo e chiudiamo l’intervista chiedendovi chi sono i componenti dei Lion’s Law nella vita di tutti i giorni?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lion’s Law:</strong><br>I Lion’s Law nel 2025:&nbsp;<br>Batteria &#8211; Thomoï, punx dal 1980 e il più grande fattone del mondo.&nbsp;<br>Chitarra &#8211; Daick, ex straight edge, ha smesso di rigare dritto con i Lion&#8217;s Law e ora si gode una calda birra 8°6.&nbsp;<br>Chitarra &#8211; Vovott, famosissimo guitar hero del punk anni &#8217;80, per favore ascoltate gli Al Kapott!<br>Basso &#8211; Swann, il figlio segreto di Matt Freeman e Beyoncé.&nbsp;<br>Voce &#8211; Wattie, non c&#8217;è molto da dire su di lui.</p>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4f8.png" alt="📸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Foto di Nina Galdino</h4>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Intervista ai Fracture</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-ai-fracture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 08:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Grindcore]]></category>
		<category><![CDATA[hardcore punk]]></category>
		<category><![CDATA[italian hardcore punk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con i Fracture, band grindcore / hardcore di Modena Da pochissimo è uscito il nuovo album dei Fracture, formazione modenese che ha sfornato queste 11 tracce che compongono “Consuming Chaos”, un concentrato di rabbia, violenza e marasma sonoro. A questa coproduzione abbiamo partecipato anche noi, visto che il disco è una cannonata e sin &#8230;</p>
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]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con i Fracture, band grindcore / hardcore di Modena</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da pochissimo è uscito il nuovo album dei <a href="https://www.facebook.com/fracturebandhc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fracture</a>, formazione modenese che ha sfornato queste 11 tracce che compongono “Consuming Chaos”, un concentrato di rabbia, violenza e marasma sonoro. A questa coproduzione abbiamo partecipato anche noi, visto che il disco è una cannonata e sin dalla prima volta che li abbiamo visti dal vivo ci avevano convinto parecchio. Andiamo a conoscere di più questa band!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao ragazzi e benvenuti nella nostra ‘zine. Classica domanda di rito, raccontateci un po’ la vostra storia… Provenite da altre band, collettivi, progetti o ne fate parte tuttora?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: Ciao raga, innanzitutto grazie per lo spazio che ci state dando e per averci dato una mano col disco!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, riguardo alla nostra storia è piuttosto breve. Tralasciando la prima lineup di cui non è rimasto nulla se non il nome, la nostra forma attuale è stata concepita sul finire del 2022. Li abbiamo iniziato a scrivere i pezzi e dopo un paio di cambi (Bugni al Posto di Riki e Jolla che è uscito causa vita lavorativa) eccoci a 2025 da poco iniziato e col primo full length &#8220;Consuming Chaos&#8221; fuori. Veniamo tutti da altre band: Simo e fino a poco fa Jolla dai Jesus Ain&#8217;t In Poland, Ado dai First Brawl, Manu dai Last Breath Of Life. Attualmente siamo Simo alla batteria, Bugni al basso (tiene a specificare che non è un bassista) Ado alla chitarra e Manu alla voce. Facciamo chi più chi meno parte di Undernoise Modena Crew, collettivo composto da persone che ai tempi militavano in altri collettivi tra il Modenese e il Bolognese.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Parlando del disco, ci raccontate un po’ le tematiche che affronta e un po’ di dietro le quinte, tipo chi ha curato suoni, artwork, quali sono le etichette coinvolte, ecc…</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: La componente politica è ciò che ha ispirato maggiormente i testi dato che probabilmente stiamo vivendo il periodo più buio da parecchi anni a questa parte, almeno per chi come noi si aggira tra la fine dei 30 e la prima metà dei 40. I titoli delle canzoni sono un chiaro spoiler degli argomenti trattati, <em>Indoctrination </em>e <em>Bugs </em>ad esempio parlano di quanto facilmente le &#8220;persone comuni&#8221; si lascino annebbiare il cervello da TG, TV spazzatura, social ecc. e di come a pochissimi passi per la testa di mettere in dubbio notizie e informazioni solo perché provenienti da canali ufficiali. C&#8217;è una grossa mancanza di consapevolezza e autodeterminazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dystopian Nightmare</em> parla di come ci stiamo fottendo con le nostre mani per mezzo della tecnologia. Sembra di vivere in uno sc-ifi alla Terminator, il confine tra digitale e reale pare sempre più sottile, L&#8217; AI è una presenza costante nella vita di molti e se si pensa a chi è il braccio destro di quella merda di Trump&#8230; Com&#8217;è che si dice? Se tutto va bene siamo rovinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri pezzi invece sono più personali e parlano di come ci stiamo vivendo tutto questo. <em>Seizure </em>e <em>Feed the Chainsaw</em> sono in parte uno sfogo e in parte un sogno ad occhi aperti, <em>Head Down</em> tratta il tema del lavoro, causa di&nbsp; frustrazione e rabbia che si riversa nella&nbsp; routine e di come ci si spacchi la schiena inutilmente per riempire le tasche di un padrone sfruttatore. Infine c&#8217;è la componente dedicata al cinema horror di cui principalmente Simo e Manu sono appassionati. Il finale di <em>Feed the Chainsaw</em> è tratto da &#8220;La Casa 2&#8221; di Sam Raimi,<em> In The Mouth Of Madness</em> è un tributo a &#8220;Il Seme Della Follia&#8221; di John Carpenter, così come il parlato che si sente nell&#8217; Outro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo registrato “Consuming Chaos” all&#8217; Art Distillery studio di Modena. Una bella esperienza e Claudio è super professionale ed intuitivo. Per il mix e il master ci siamo messi nelle mani del Paso allo studio 73 di Ravenna, una garanzia. La copertina invece è una collaborazione tra Simo (che oltre a suonare la batteria con noi e con gli Heretkau, ha il suo progetto solista Ilmut Aksam in cui produce ambient, noise, drone e fotografie) e Matteo Boschini (Bosco). La base è appunto una foto di Simo su cui Bosco ha poi lavorato modificando e aggiungendo elementi fino a raggiungere la forma finale dell&#8217; artwork. Sempre Bosco ha curato anche il layout dell&#8217;album e disegnato la nostra prima t-shirt. Le etichette coinvolte nella release che ringraziamo per il prezioso aiuto datoci e per mantenere vivo lo spirito del DIY sono Flames Don&#8217;t Judge,Wrong Disk Records, THC DIY prod., Rumori in Cantina Records, Charles Records e ovviamente voi di Radio Punk (vvb).</p>



<iframe style="border: 0; width: 400px; height: 472px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=3701364652/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://grindwarrecords.bandcamp.com/album/fracture-consuming-chaos-full-album">Fracture &#8211; Consuming Chaos (Full Album) by GRINDWAR RECORDS</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Avete fatto e avete in programma diverse date, c’è in cantiere anche un tour all’estero? Essendo una band con diversa esperienza alle spalle, avreste qualche consiglio da dare ad una giovane band per suonare a manetta in giro?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: Si, siamo riusciti a chiudere diverse date in situazioni e luoghi piuttosto variegati e questo ci fa davvero piacere. Fare un disco senza portarlo in giro il più possibile non ha alcun senso per noi. Tour veri e propri al momento non ne abbiamo organizzati anche se è facile che esca qualcosa da qui a fine anno ma un paio di date oltre confine sono già fissate. Può essere che esca anche qualche altro weekend, stiamo a vedere! Mah, non è che ci sentiamo in una posizione tale da poter dispensare chissà che buoni consigli se non di essere se stessi, supportare le situazioni e le band che si sentono affini e sbattersi un botto per portare avanti la propria cosa.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: …sempre parlando di concerti, quali sono le situazioni più grottesche o assurde che vi sono capitate in giro in questi anni? E quali sono i concerti che ricordate con maggior piacere?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: Coi Fracture abbiamo già girato un po&#8217; ma siamo comunque una band uscita da poco. Fin&#8217;ora ci siamo trovati bene ovunque e tra i live che ricordiamo con più piacere ci sono sicuramente il release show in Scintilla assieme a Donald Mortem, Culto Del Cargo, Bobson Dugnutt, Cannibe e Mörtaio (che purtroppo non sono riusciti a suonare). Quello è stato un vero delirio, bei suoni, volumi illegali, un bordello infernale (Vito Wrong Disk che in preda a un raptus Neanderthaliano fracassa a terra un cartello con la scritta &#8220;lucido si, lucido no&#8221;&#8230; grazie diocan!) e soprattutto una serata con un casino di amici. Il Presamale fest è stato una bomba. I regaz di Cagliari Hardcore super ospitali e organizzati, bella location e gente carica. Anche al GRINDORIUM&nbsp; ci siamo divertiti un botto e la situazione si è fatta croccante in fretta. Organizzato dal trittico Wrong Disk/Rumori in Cantina/Gore Grind Academy all&#8217; Officina Amaranta di Fano e con Plague Bomb, Neid, Body Grinder, Terramorta e noi. Pure qui un delirio non indifferente, vecchi e nuovi amici e band davvero trita ossa. Qua è finita che si è fatto festa fino alla fine e al momento di andare in appartamento si era pensato di far guidare Ado visto che non beve, però è pure cieco ed era senza occhiali. Alla fine ha guidato Simo ai 40 all&#8217;ora fino in appartamento e si è pensato di finire gli avanzi di Campari, birrette ecc. assieme ai Plague Bomb. Quando abbiamo suonato dagli amici di Grida dai Fienili, a Manu che era con la sua macchina assieme a consorte e ad una amica è rimasto inchiodato il clacson a tutto spiano alle 4 di mattina sulla via del ritorno. Quando si deve mantenere un profilo basso insomma, hahaha. Comunque niente di che, giusto qualche piccolo incidente di percorso. Le cose più assurde, almeno per ora, sono legate alle nostre vecchie band:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manu: Fine 2017, coi Last Breath e i First Brawl eravamo in tour tra Svizzera, Germania e Belgio, l&#8217;ultima data fu proprio il 31/12 al Kopernikus, uno squat di Hannover aimé sgomberato a fine 2024. Succede che ci incrociamo con altre due band italiane, Antidigos e Obscene Revenge e senza dilungarmi troppo sul come e perché, la serata va completamente fuori controllo. Ado va a suonare dietro la cassa con gli occhi fuori dalle orbite mentre si era scatenata una bolgia infernale tra la cucina e il cesso perché era lì che si suonava, con tanto di bottiglie di vetro che esplodevano contro i muri. Gente che planava sulla batteria, col Manfro dei First Brawl che tirava dei porcodii ben distinguibili nonostante i volumi, guerriglia con razzi e fumogeni dalla terrazza allo scoccare della mezzanotte, gare coi carrelli della spesa in strada ovviamente in discesa e un tipo che mentre caricavamo il furgone si mette a cagare per terra di fianco a noi, perdendo l&#8217;equilibrio e finendo col culo su di un bengala acceso. Poesia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora prima, mi pare nel 2012 sostituivo all&#8217;ultimo minuto il cantante di una band Milanese per un tour tra Repubblica Ceca e Russia (non arrivammo mai in Russia) e lì ricordo che il chitarrista si era chiuso o qualcuno gli aveva chiuso una mano nella portiera del furgone finendo in ospedale e rischiando di dover rientrare. Altra gag &#8220;divertente&#8221; durante la data a Praga mi sembra, riguarda l&#8217;alloggio. Un appartamento senza riscaldamento, ed era Novembre inoltrato, dove per rompere un po&#8217; il freddo avevano acceso una cosa come 40/50 candele.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simo:&nbsp;Ci sarebbero tanti aneddoti da raccontare, menzionandone un paio, ricordo ai tempi dei Jesus ain&#8217;t in Poland durante il primo tour in terra polacca, appena entrati ci fermammo a baciare il suolo nel primo paesino di provincia. Da lontano vediamo avvicinarsi, con fare barcollante, un tizio ubriaco sulla sessantina che ci chiede da fumare e ci domanda da dove arriviamo e alla risposta Italia gli si illuminano gli occhio urlando:&nbsp;Raaambo!!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre in Polonia, Poznan, 2009 nel centro sociale più importante della città, live infrasettimanale con poca gente ma carichissima, talmente carica che mentre suonavamo sono stato costretto a bloccare il live per via oggetti e liquidi lanciati sul palco, rischiando di spaccarmi la testa con una bottiglia, durante la pausa ci spiegarono fosse un modo conviviale di condividere il concerto, concludendo la serata spiegando ad un black metaller, cattolico, il perché del nome &#8220;Jesus ain&#8217;t Poland&#8221; ..vi lascio immaginare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2008 circa live Jesus Ain’t In Poland in quel di Padova, un sacco di amici e un compleanno che ci fece sbronzare malissimo prima di salire sul palco… a quel punto preso dal momento mi apparto con un&#8217; amica in bagno, senza pensare che da lì a 10 Min sarei dovuto salire sul palco, quando dal microfono sento urlare il mio nome. Ridendo acceleriamo il ritmo, al ché, uscito dal cesso mi dirigo verso la batteria con passo molto felpato e ghigno rilassato. Il live di quella sera più che grindcore fu reggae/d-beat alla metà dei BPM soliti, gli altri componenti mi guardavano sconcertati ma divertiti, fatto sta che abbiamo capito una cosa sacrosanta: mai scopare prima dei live<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="817" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-1024x817.jpg" alt="" class="wp-image-28049" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-1024x817.jpg 1024w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-600x479.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-300x239.jpg 300w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-768x612.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-1536x1225.jpg 1536w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858-15x12.jpg 15w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/05/1000169858.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: negli ultimi anni una delle domande che facevamo più spesso era quello sul mancato ricambio generazionale e su come si poteva invertire la rotta. Grazie anche ad Undernoise di cui alcuni di voi fanno parte attivamente, notiamo che a Modena e in generale in diverse parti d’italia, qualcosa si muove specie in ambito Crust / grindcore…</strong> <strong>Cosa pensate che sia cambiato? E in generale com’è la scena modenese attuale rispetto al passato?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: Fortunatamente da un po&#8217; di tempo a questa parte vediamo tanti giovanissimi ai concerti. Probabilmente è in parte merito di alcune band che grazie alla giovane età dei componenti e una comunicazione che arriva ai propri coetanei sono riusciti a colmare il gap generazionale, mentre in parte sarà anche la solita &#8220;ruota che gira&#8221;. Come collettivo si cerca sempre di tirare su delle lineup che includano alcune di queste band, a volte anche a discapito dei gusti personali perché così facendo abbiamo visto che i giovani si avvicinano anche ad altre realtà meno facilmente raggiungibili per loro. Si è cominciato a vedere frequentemente facce nuove a determinati concerti e situazioni, questo è l&#8217;importante, senza un ricambio prima o poi tutto muore. Per quel che riguarda la scena modenese è di certo diversa rispetto al passato, alcune band si sono sciolte, altre si sono formate. Spesso sono alcuni componenti del giro che a rotazione sfornano progetti nuovi ma c&#8217;è anche qualcosa di fresco come i PM2.5, giovane band Crust punk dalla bassa Modenese. Poi ci sono Final Struggle, a breve escono i Distimia (ex Infamia), Divulgator, Brainsore e magari cose nuove di cui non siamo nemmeno a conoscenza, o almeno ce lo auguriamo. Spostandosi un po&#8217; da Modena invece segnaliamo un po&#8217; di band di giovanissimi che spaccano sul serio, sia musicalmente ma importantissimo anche a livello attitudinale come i Systematically Indecent &#8211; Grindcore da Reggio Emilia, Vomitum Comedentis &#8211; Goregrind da Ravenna, Apoptosi &#8211; Raw Punk-hc/Grind da Bergamo e Narkan, Hardcore Punk alla vecchia maniera da Milano. Almeno sotto questo aspetto sembra un buon periodo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Vi ringraziamo per il tempo che ci avete concesso e chiudiamo con un nostro classicone: chi sono i Fracture nella vita di tutti i giorni? Che lavori, hobby, passioni, guilty pleasures avete? Grazie ancora e alla prossima!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fracture: Grazie infinite a voi di tutto lo spazio e aiuto che ci avete dato! Chi sono i Fracture nel quotidiano, la prima cosa che verrebbe da dire è una manica di idioti hahaha. Dunque, Simo abita a Modena e lavora in un colorificio, come già detto suona la batteria con noi ed Heretkau, e come Ilmut Aksam produce musica elettronica di vari generi: Tekno, Jungle, Harsh Noise, Ambient, Drone. Spesso associa le produzioni musicali a fotografie scattate sempre da lui quando mescola i colori e non solo. Appassionato di cinema Horror e piuttosto festaiolo alle serate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bugni abita in culo a Sermide, paesino sperduto in provincia di MN. Soprannominato &#8220;l&#8217;Ingegnere&#8221; perché è difficile che ci sia qualcosa che non sappia fare o che non riesca a inventarsi. Amico di vecchia data di Manu, carrozziere di professione, principalmente chitarrista ma all&#8217;occorrenza appunto anche bassista o comunque polistrumentista. Da quel che si sa si è costruito diversi aggeggi tra cui strumenti, effetti e pare anche una barca con pezzi di recupero. Forse più in modalità scienziato pazzo che ingegnere, ma di certo un uomo dalle mille risorse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ado fa l&#8217;impiegato, abita a Modena praticamente sopra alla sala prove ed è un nerd di chitarre, amplificatori, effetti e programmi vari. Ribattezzato &#8220;vecchio sclerotico&#8221; perché è diciamo l&#8217;ammazza balotte della situazione, fosse per lui andrebbe in branda appena finito di suonare. Fortunatamente non succede quasi mai e se perde il sonno non si addormenta più hahaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manu fa il manutentore e abita a Bologna. Coppia fissa nel chiudere le serate assieme a Simo e va da sé, terrore di Ado da cui è soprannominato &#8220;maledetto punkabbestia&#8221;. Altro appassionato di cinema Horror e musica brutta, collezionista di cianfrusaglie e giocattoli sempre a sfondo orrorifico anni 80/90. Fosse per lui condurrebbe una vita in stile Beavis e Butthead.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quel che riguarda I Guilty Pleasures dipende a chi chiedi. A Bugni, Simo e Ado ad esempio piacciono i Beatles, che Manu non sopporta ma al tempo stesso ama gli Iron Maiden che alcuni degli altri detestano. È successo anche che al ritorno dal Freakout mentre Bugni aspettava i ritardatari (indovina chi) sullo schermo in macchina stesse andando da una chiavetta Bridget Jones. Dice che non è sua ma chissà, magari è uno dei suoi Guilty Pleasures hahaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi speriamo di non avervi annoiati e soprattutto di beccarci presto in giro. Un abbraccio raga, e grazie di nuovo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manu Simo Bugni e Ado</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto di Molka e Aurora</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.radiopunk.it/25/fracture-consuming-chaos/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Se volete ordinarci il CD, contattateci qui!</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Intervista agli Zeman</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-agli-zeman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 14:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
		<category><![CDATA[street punk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con gli Zeman, band oi! di Bologna Gli Zeman in questo 2025 compiono dieci anni di attività e il 17 marzo hanno pubblicato il nuovo disco “Ancor Non M’Abbandona”. Dopo due album, “Attitudine Offensiva” e “Sunday Boys” e uno split con i Coru &#38; Figau, la band di Bologna sforna 11 nuove canzoni in &#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con gli Zeman, band oi! di Bologna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <a href="https://www.facebook.com/zeman.Oi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zeman</a> in questo 2025 compiono dieci anni di attività e il 17 marzo hanno pubblicato il nuovo disco “Ancor Non M’Abbandona”. Dopo due album, “Attitudine Offensiva” e “Sunday Boys” e uno split con i Coru &amp; Figau, la band di Bologna sforna <strong>11 nuove canzoni in formato LP grazie alla coproduzione tra Hellnation, Tough Ain’t Enough, Relax-O-Matic Vibrator e Rusty Knife</strong>. Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la band.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao ragazzi e benvenuti sulla nostra ‘zine. Pur conoscendoci da anni non avevamo mai avuto il piacere di intervistarvi come Zeman, anche se siete già passati di qui con altri vostri progetti quali Cesoia e C4. Partiamo dall’inizio, raccontateci la storia degli Zeman…&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Si tratta più che altro di farcela, in un modo o nell’altro, sperare che il fegato non sanguini, sopravvivere a lavori monotoni e sottopagati, non morire di fame in camere in affitto, rimanere in piedi all’ultimo drink, all’ultima rissa alle cinque del mattino senza un motivo apparente. La musica c’entrava ben poco. Soprattutto agli inizi. <em>infatigable</em>. Dormivamo in doppie o triple, non avevamo i soldi neanche per entrare nei bar o nei pub, così compravamo il whisky della Lidl a sette euro e ce ne stavamo in una casa in Via della Liberazione a bere e a giocare a carte. Facevamo fuori almeno due bottiglie di pessimo bourbon a settimana, ma raramente liscio, perché era imbevibile, lo allungavamo o con la coca cola o semplicemente con il ghiaccio. Il resto se ne andava nelle birre in lattina e nella vodka infilata sotto la giacca. Bologna era diversa da come è adesso, un mangificio a cielo aperto, parco giochi per americani e tedeschi pieni di soldi. Prezzi dei kebab raddoppiati. Mauro stava in un loculo adibito a studentato, io, Davide, pagavo cento euro e qualcosa per stare in una doppia che si trasformava in tripla quando, di tanto in tanto, un mio amico aveva bisogno di un posto per passare la notte. Contratti occasionali si susseguivano come scarafaggi sul pavimento. Frequentavamo le serate dei collettivi, ma solo per rubare da bere e fare casino, gli autonomi mi hanno sbattuto spesso fuori dalle loro feste in Via Zamboni, eravamo troppo proletari per i rampolli delle famiglie borghesi italiane che mandavano i figli a fare la vacanza politica nella culla del’77. Vengo da un quartiere popolare di venti mila cristi che fanno i manovali, i magazzinieri o si bevono quel che rimane nei circoli in penombra, tra le file del SERT per prendere il metadone e le ichnusa delle otto del mattino. La formazione è cambiata nel tempo, abbiamo avuto Gaber al basso finchè non si è trasferito a Barcellona, Norby alla batteria, ritornato da dove era partito, ma sta ancora con noi, alla chitarra dal Gruppo Erotico Barletta, Vinc, vive lontano, e mettere tutti i pezzi insieme è arduo, ma continuiamo, cosa dovremmo fare altrimenti? Passare i sabati sera in pizzeria o ammazzarci di serie tv sul divano ordinando cibo spazzatura? Combattere è l’unica cosa che ci tiene vivi. Una lotta impari contro il destino. E dato che nessuno ha vinto la lotteria dobbiamo continuare. L’unica cosa che possiedo è una guzzi V7 con un bicilindrico inclinato a novantagradi, 750 di cilindrata, made in Mandello del Lario, comprata a rate con la garanzia alla banca della pensione di mio padre, lo scarico è come il basso distorto che sbatte sul rullante, da zero a cento in cinque secondi netti, come Bardana o Disciplina.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Parliamo un po’ del nuovo disco. Quali novità sentite di aver apportato alla vostra discografia con questo lavoro rispetto a quelli precedenti? A livello di tematiche cosa affrontate in questo nuovo album?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Ultimamente in giro abbiamo sentito troppa roba morbida, chitarrine melodiche e voci accomodanti che ammiccano al pubblico, un punk-rock pulito passare troppo spesso per musica Oi! o affine. Non è quello che vogliamo. In questo disco abbiamo ricercato le sonorità dell’italia anni ‘80, dei Nabat, suoni ruvidi, duri, senza compromessi, rec low-fi che sputavano dolore e veleno, come le nuove uscite francesi, spagnole, catalane, basche a cui ci siamo ispirati: Beton arme, Squelette, Brux, Aresi, Ultra Razzia, Rixe, Reconquesta. Abbiamo affidato il mixaggio del disco e la postproduzione musicale ad Alex degli IENA, volevamo un disco che fosse espressione di quello che vivevamo, di ciò che provavamo: la batteria è un martello che si scaglia su un panchina di metallo, gli assoli graffiano la porta di un garage, la voce arriva dal sottopassaggio dello stadio. Ci importava solo che suonasse vero e scarno, spoglio, a tratti dissonante, come una mitraglia, come una poesia futurista. Zang Tumb Tumb. Per quel che riguarda le tematiche abbiamo cercato di distanziarci dalla retorica classica che oramai ci appare lontana: Bardana parla di un crimine consumato nella Sardegna dell’800 dove le case dei ricchi venivano assalite da manipoli di uomini armati a cavallo, uccidendo chiunque si trovasse sul cammino. Incorruttibile è una canzone su Robespierre, uno dei più grandi rivoluzionari della storia, e poi le atmosfere notturne di Rasoi, la domenica mattina verso lo stadio e i risvegli e la nostra città in Aspettando solo un goal e Una vita intera, i pezzi più identitari come Teste Rasate e Ancor non’abbandona, la storia dei nostri inizi, siamo venuti da zero, immigrati, nessuno ci ha regalato mai nulla (il titolo del disco è preso da un verso dell’Inferno di Dante). Fenomeno invece è un pezzo sulla gente che spesso si fa il viaggio, per la maggior parte online, credendo di essere chissà cosa, oggi è tutto molto più facile, metti due foto belle in posa, spari due cazzate, ed il gioco è fatto. Infine No one likes us, la versione dei Business che noi abbiamo riadattato alle strade di San Donato e alle nostre di curve. Meglio Millwall che West Ham.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Vi va di parlarci di chi ha curato la parte dei suoni, grafiche, foto e delle etichette che hanno contribuito a far uscire il disco?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Dopo dieci anni possiamo dire di aver contribuito tutti alla creazione musicale del disco, in maniera abbastanza equivalente, ai riff, alle melodie, alle ritmiche, ai suoni. Le rec sono state fatte nel nostro bunker, Il Vecchio son, Al Sonhouse studio da Grug, Epica la sessione dei cori, eravamo in una decina almeno, ci siamo fatti fuori una bottiglia di whisky e un paio di casse di birra, i cori che sentite alla fine delle canzoni nel disco sono tutti spontanei, anzi ne abbiamo dovuto tagliare delle parti perchè ovviamente sono degenerati. Il mixaggio, come detto prima, è stato affidato ad Alex degli Iena, volevamo un suono grezzo e ossessivo, sferragliante, anticommerciale, qualcosa che si distaccasse dalla maggior parte delle uscite italiche odierne. Il master ci è stato consigliato da Alex in uno studio di Firenze. Delle grafiche se n’è occupato Tommy, nostro amico da tanti anni, le foto, ed il video che hanno accompagnato l’uscita del disco sono state affidate a Camilla, la quale è stata molto paziente, poiché non siamo artisti, non usciamo bene in foto, non sappiamo che fare di fronte ad una camera. Prima dell’uscita dell’album vero e proprio abbiamo registrato una promo che in seguito abbiamo girato alle etichette di cui apprezziamo le produzioni, principalmente francesi e spagnole, basche, oltre ad Hellnation, inossidabile centro dell’Oi! di qualità. Alla fine il disco è stato coprodotto da Tough ain’t enough, etichetta spagnola, Rusty Knife e Relaxomatic vibrator record, francesi (quest’ultima di Marsiglia, dove abbiamo suonato in passato) ed infine da Robertò di Hellnation, ovviamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<iframe style="border: 0; width: 400px; height: 472px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=1160514443/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://zemanoicore.bandcamp.com/album/ancor-non-mabbandona">Ancor non m&#39;abbandona by ZEMAN</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Nella bio e nei flyer compare la dicitura “Bologna” ma nessuno è originario della città felsinea. Qual è il vostro rapporto con la città e con lo stadio? Quali sono i luoghi di aggregazione dei kids oltre al bar dei ragazzi?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: il rosso e blu fondamentalmente. Sono i colori della città da cui vengo (Sassari), della città dove ci siamo formati, del Cagliari, che io odio ma che Mauro e Norby tifano, anche se Il Barletta di Vinc è bianco e rosso, ma questa è un’altra storia. La prima volta che abbiamo provato è stata al Vecchio Son, Steno non ci aveva mai visto, nessuno ci aveva mai visto, là scegliemmo il nome della band e scrivemmo No Fair Play, Attitudine offensiva, Disciplina. Cos&#8217;altro dovremmo mettere nella dicitura? E poi mica siamo leghisti, lo Ius sanguinis è una roba passata, da Calderoli. I posti che frequentiamo sono, e sono stati, in pratica quelli dove si spende e si spendeva meno. Dei luoghi di aggregazione politica, dei luoghi in voga, di quelli in cui si chiacchiera amabilmente, non mi è mai fregato un cazzo: la media nazionale del consumo di birra in Sardegna è la più alta d’Italia, compete con Monaco di Baviera, non posso spendere otto euro per una media o per una merda di birra artigianale. Di conseguenza&nbsp; ci potete trovare spesso e volentieri in San Donato: Bar dei Ragazzi, Sardocinese, Bar Kantelli, Bar Texas. Per l’Oi! vi possiamo dire Bologna city rockers, Sottotetto e quello che ormai era Skeggia, grandi nottate, sciarpe ultras, campari e gin, stretti tra il bancone e il muro, stage diving dalla porta, ma dicono che devono rifare lo stadio nuovo, con i parcheggi e i fast food, le foto con le facce colorate ed i palloncini ai bambini, attenderemo pazienti un altro posto, e se non ci sarà be’, vedremo il da farsi. C’abbiamo anche scritto un libro su Skeggia, me medesimo Davide e i regaz di Bcr, ultras skin punx hooligans, vera autoproduzione, tutto fatto da noi, niente lucro, niente booking, c’è un mio amico il Dj che beve solo coca e rum, prima che partissimo per una trasferta, da Skeggia, disse: “Aspettate aspettate”, fece fermare il van da nove, scese e riempi una bottiglia di the con rum e una spolverata di coca cola. Arrivati al porto di Livorno era già bella che finita.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Siete una band dichiaratamente skinhead e antifa e lo ribadite anche nei testi di questo disco, vedi “Nemico”. Quali sono le lotte a voi più care e più in generale cosa ne pensate dell’attuale scenario geopolitico?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Nei testi di questo disco in realtà non abbiamo sentito il bisogno di ribadire che siamo una band antifascista, suoniamo da più di dieci anni, la gente ci conosce e quindi ci siamo concentrati su altri modo di esprimere la nostra vita. Abbiamo partecipato a tante lotte antifasciste in città, dai presidi in piazza alle punte fuori dai concerti per cacciare i nazi o non farli entrare, conta solo questo penso, conta essere veri, fino in fondo. C’è un testo tuttavia, che abbiamo sentito l’esigenza di scrivere, anche soprattutto in base agli ultimi eventi internazionali, alle ultime guerre. “Nemico”. Perché l’Occidente democratico ha già decretato quali sono i nuovi nemici dell’ordine costituito, della morale comune, della civiltà. Una guerra santa a chi non si conforma. Nemico è il palestinese, nemico è il russo, e noi che abbiamo la memoria lunga, e che la storia l’abbiamo studiata, sappiamo che degli americani c’è sempre stato poco da fidarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="710" height="1024" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-710x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27380" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-710x1024.jpg 710w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-600x865.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-208x300.jpg 208w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-768x1108.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49-8x12.jpg 8w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/Immagine-WhatsApp-2025-03-21-ore-08.21.49_56153e49.jpg 954w" sizes="auto, (max-width: 710px) 100vw, 710px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mauro (bassista), Davide (cantante), Vinc (chitarrista), Norby (batterista)<br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Visto che il disco è uscito per una cordata italiana-francese-spagnola avete in programma un tour europeo o qualcosa di simile? E in generale, cosa c’è nel futuro degli Zeman?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Un tour di presentazione ci sarà, agli inizi con date in Italia e Sardegna, poi eventualmente anche in Europa, ma non immaginatevi tour di tre settimane in Francia e Spagna, noi lavoriamo tutta la settimana e abbiamo libera la domenica, quando va grassa il sabato, i gruppi che fanno mega tour in Sud America, USA, Polonia, di settimane, che lavoro fanno?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: 10 anni non sono affatto pochi, considerando che siete sempre rimasti attivi nel vero senso della parola. Ne avete viste e passate molte. Vi sembra cambiata la scena skinhead bolognese e italiana in questi anni? Cosa vi piace e cosa vorreste migliorare? Dopo questa domanda filosofica vi ringraziamo, salutiamo e ci andiamo a fare un bel cicchetto alla vostra salute, oi!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Zeman: Tutto cambia, niente rimane così com’è. Panta rei. La scena non fa differenza. Sicuramente l’età media si è alzata, soprattutto ai live, band di pischelli non ne vedi più in giro, questo vale per tutta l’Italia, in Francia Spagna e Euskadi la situazione mi sembra più viva. A Bologna però forse qualcosa si muove ancora, ci sono gli Oltre La Linea, regaz di Porretta molto validi, non diciamo <a href="https://www.radiopunk.it/25/intervista-ai-cesoia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cesoia </a>sennò siamo di parte, e tutti quei gruppi con cui condividiamo sempre volentieri il palco: Nabat, Diario di bordo, Zona, Rude ed i Ghetto. Penso che dipenda molto anche dai posti, di luoghi autogestiti ormai non ce ne sono molti, si suona più nei club, il che non è un male per tutta una serie di ragioni, come l’acustica, l’organizzazione, le birre in vetro, ma si perde secondo me in spontaneità, opposizione, rabbia, avanguardia, contrasto. L’Oi! ha bisogno di vitalità, di gente che viene dalla merda, dalle province e dalle periferie, tessere a otto euro e consumazioni a nove, affitti a seicento a singola, tolgono tutto il romanticismo. Siamo pur sempre le invitte schiere che hanno sul bavero fiamme nere. Spero in una generazione di nuovi kids che fotta la sicurezza all’ingresso, rubi le bottiglie da dietro il bancone e si faccia buttare fuori, come abbiamo fatto noi, sai mai che poi si mettano a fare musica per distruggere ancora le nostre certezze, per svegliarci da un torpore stringente di foto ai live, cuori, condivisioni, liti sui social, fenomeni dell’ultimo minuto. Noi ci proviamo a resistere. E se non vi piace, be’, No one likes us, we don’t care.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto di <a href="https://www.instagram.com/camicristo.jpg/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cami Cristo</a><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Intervista a Sharp Milano e 69 Brigade: speciale quale destino per n’oi! fest #3</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-a-sharp-milano-e-69-brigade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 11:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Fest]]></category>
		<category><![CDATA[italian punk oi]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
		<category><![CDATA[Skinhead]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con i collettivi Sharp Milano e 69 Brigade che organizzano il festival Quale destino per n’oi! al Csa Baraonda  Il 29 marzo 2025 va in scena la terza edizione del festival “Quale destino per n’oi!” al Csa Baraonda di Segrate (MI). A organizzarlo sono due collettivi, Sharp Milano e 69 Brigade, attivi da tempo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con i collettivi Sharp Milano e 69 Brigade che organizzano il festival Quale destino per n’oi! al Csa Baraonda </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 29 marzo 2025 va in scena la <a href="https://www.facebook.com/events/562891509556515" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terza edizione del festival “Quale destino per n’oi!</a>” al <a href="https://www.facebook.com/barawave" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Csa Baraonda</a> di Segrate (MI). A organizzarlo sono due collettivi, <a href="https://www.facebook.com/suspendersmilano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sharp Milano</a> e <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100039454736981&amp;sk=photos" target="_blank" rel="noreferrer noopener">69 Brigade</a>, attivi da tempo sul territorio milanese con concerti che richiamano skin e punk da tutta Italia. Dopo aver partecipato alle prime due edizioni, abbiamo deciso di intervistare le ragazze e i ragazzi che danno vita al festival per presentarcelo e per parlare un po’ di loro!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao a tuttx! Partiamo subito parlando di questa terza edizione del festival, presentateci la serata e la line up!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade + Sharp Milano: </strong>Ciao a tuttx! Intanto grazie mille a Radio Punk per questa chiacchierata e per darci l’opportunità di parlare del nostro piccolo fest. Siamo alla terza edizione, sicuramente la più difficile e articolata, tante band, 8 per l’esattezza, e tante cose da incastrare per far funzionare tutto al meglio. Lineup variegata, dal punk rock degli Uguaglianza e The Billows, al punk hardcore degli Spitiro di Lupo, una buona dose di Oi! con Ostile, Sempre Peggio, Grandine dell’Ingiuria e i leggendari Nabat. Il tutto si concluderà con una delle band più interessanti del nostro panorama, i The Chisel da Londra. Insomma abbiamo mixato tante cose per un risultato esplosivo. La locandina, anche questa volta, è stata realizzata dalla nostra fantastica illustratrice <strong><a href="https://www.instagram.com/joe1_____?igsh=MXB1dWMybnozbTlvcg%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberta Joe1</a></strong> che ringraziamo sempre tantissimo e che rispecchia perfettamente l’atmosfera e la nostra visione di scena punk oi!. Apertura porte alle 19.00, i concerti inizieranno alle 19.30 con l’ordine delle band che sarà comunicato qualche giorno prima dell’evento (vedete di arrivare puntuali anche per sostenere le prime band, e poi si sa, chi arriva tardi è un amico delle guardie).</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<iframe style="border-radius:12px" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/2gXn5gBZH6TjDv2g9BymvV?utm_source=generator" width="100%" height="352" frameBorder="0" allowfullscreen="" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy"></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Raccontateci un po’ di voi, come nascono i due collettivi? Avete organizzato altri concerti/ iniziative in passato? Come decidete di dar vita, insieme, al festival “Quale destino per n’oi”? </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sharp Milano</strong>: Nasciamo dalle “ceneri” della vecchia SHARP Milano che nel 2000 mette un punto alla sua storia. Da quell&#8217; esperienza nacque Milano Odia, erano legati all&#8217; O.r.so, che era in Via Gola. Molti confluirono poi nella RASH combat Milano, tra cui Dax, che era uno dei fondatori. Il 16 marzo 2003 poi le lame fasciste uccidono Dax in via Brioschi. La nostra storia è molto legata a questa esperienza. Nel decimo anniversario della notte nera di Milano con alcuni compagni facciamo un’indizione per uno spezzone al corteo, uno striscione nero che prende tutta la strada con scritto SKINHEAD e l&#8217;elmo troiano nel mezzo, viene portato con orgoglio da un bel gruppo di teste rasate e chelsea. Iniziava a muoversi qualcosa. Individualmente con un paio di compagni entriamo a far parte dell&#8217; Assemblea Dax in cui conosciamo meglio i nostri fratelli maggiori, diventiamo una famiglia. Partecipiamo ogni anno alla costruzione dell&#8217;anniversario e iniziamo a organizzare concerti benefit per la campagna 130mila… </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella testa di alcuni compagni skin inizia a covare l&#8217;idea di dover ripartire da zero, dalle origini, dover ricostruire qualcosa che abbiamo sempre sentito dai racconti dei più grandi, qualcosa che in qualche modo funzionava. Così, proprio al Baraonda, a un concerto per l’anniversario di DAX benefit 130mila, chiediamo ad Alex della vecchia Sharp, se poteva essere una buona idea riutilizzare quel nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci pensiamo su un po&#8217;, facciamo le prime assemblee in quattro o cinque, e alla fine decidiamo che avremmo riportato alla luce quella vecchia sigla, è il 2016, S.H.A.R.P. Milano rinasce.<br>Scriviamo un comunicato e organizziamo un aperitivo in via Gola… Decidiamo di ripartire, di costruire delle basi solide e facendoci conoscere non più come singoli ma come gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci prendiamo questa RESPONSABILITÀ. portare il nome della SHARP per noi skinhead è anzitutto una responsabilità nei confronti della nostra storia e delle nostre radici.<br>Ormai sono passati quasi 10 anni e abbiamo fatto tanti concerti, benefit, iniziative politiche.<br>Al centro sempre la solidarietà e l&#8217; amore per la nostra cultura, abbiamo sempre ribadito la centralità dell&#8217; antirazzismo e dell&#8217; antifascismo… Abbiamo vissuto dei momenti difficili e altri indimenticabili, come una comunità, come una famiglia. Quello che tuttora siamo! SHARP Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade:</strong> Avevamo inizialmente organizzato il festival “Notte di Tempesta”, sempre con Sharp Milano, e durante l’organizzazione era nata la necessità di trovare un nome a questa cosa che potesse anche in futuro continuare nell’organizzazione di concerti. Il nome è nato casualmente perché mentre ci si pensava in sottofondo suonava 1969 Brigade degli Offenders. Quale Destino per n’Oi! nasce dalle ceneri del festival precedente, interrotto dal periodo di pandemia, e ha l’intento di diventare un punto di ritrovo su Milano e dintorni per tutti gli amanti del Punk, Oi! e Hardcore, un pò come lo è il BCR a Bologna, uno dei punti di riferimento principali della scena italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per chi volesse saperne di più sulla campagna 130 mila e volesse fare una donazione, lasciamo qui sotto il link con maggiori informazioni</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-dax-resiste wp-block-embed-dax-resiste"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://daxresiste.noblogs.org/campagna-130mila/
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Tutte e tre le edizioni le avete organizzate in uno spazio sociale, il Csa Baraonda. Qual è il vostro legame con questo CS e in generale con gli spazi sociali della vostra zona? </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sharp Milano: </strong>La collaborazione col Baraonda c&#8217;è stata fin da quando la Sharp Milano si è riformata, abbiamo sempre trovato la disponibilità dei diversi collettivi ad ospitare le nostre serate, non solo concerti Punk/Oi! (come in particolare gli anniversari per ricordare Dax) ma anche le Tattoo Circus. Come Sharp ci siamo rivolti anche ad altri spazi sul territorio, come La Fornace, l&#8217;Eterotopia o il Ponte della Ghisolfa, oppure il Circolo dei Malfattori, Revdar e il Cuore in Gola per i nostri aperitivi con dj set. Ci piace essere itineranti e portare il nostro lavoro da skinheadz per tutta la nostra amata Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade</strong>: Lo spazio è sempre stato una casa per il movimento punk milanese, ha sempre supportato la scena punk sia nel vecchio spazio che in quello attuale e quindi sia con i precedenti collettivi che quello attuale c’è sempre stato un ottimo rapporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="533" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n.jpg" alt="" class="wp-image-27201" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n.jpg 960w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n-600x333.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n-300x167.jpg 300w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n-768x426.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/03/480710164_964069142493203_363203188241499947_n-18x10.jpg 18w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">CSA Baraonda</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Parlando di musica, quali sono le band che sognate di chiamare sul vostro palco? E quale invece avreste voluto organizzare ma è irrealizzabile? </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade + SHARP Milano:</strong> il sogno attuale si sta realizzando con i The Chisel e sarebbe ancora più bello se ci fosse il salone del Baraonda pieno e un bel casino sotto palco. Nei prossimi anni sarebbe fantastico riuscire a portare band americane e canadesi che stanno spaccando, come i Castillo, No Time, Home Front, Béton Armé giusto per citarne alcune.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Scommettiamo che nei vari concerti organizzati sono successi sicuramente degli episodi trash o divertenti, fateci ridere raccontando l’aneddoto più grottesco!</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sharp Milano</strong>: un anno organizzammo una Tattoo Circus all&#8217; Eterotopia di San Giuliano Milanese e quando arrivammo al mattino per pulire ed allestire la sala, trovammo in bagno uno sbocco molto importante per così dire. Il CS aveva organizzato un concerto la sera prima e qualcuno  aveva bevuto un po&#8217; troppo tanto da liberarsi probabilmente da un demone dentro di sé ahahah. Toccò a noi skinheads pulire, lavoro da working class.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade</strong>: Ne succedono sempre così tante che dovremmo fare una zine apposta, l’anno scorso per esempio c’è stata un&#8217;incomprensione nel marasma generale per cui qualcuno dal collettivo del Baraonda stava cacciando i Brux poco prima del soundcheck credendo fossero persone che si fossero intrufolate prima dell’apertura porte… tutto meraviglioso!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Siamo arrivatx alla fine, chiudiamo lasciandovi uno spazio libero in cui potete dire a chi ci legge quello che volete! Grazie mille per essere statx sulla nostra ‘zine! </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sharp Milano</strong>: Intanto grazie a voi, cosa dire…. La nostra cultura, i nostri spazi, tutte le controculture, gli spazi sociali, la strada, i concerti, i cortei, le risse… questo siamo, tutto questo è quello che portiamo avanti, le nostre idee e le pratiche collettive, la lotta sono qualcosa di molto più grande di noi, tutti ne facciamo parte… bisogna combattere, creare legami, litigare, innamorarsi, organizzare… questo concerto è anche parte di tutto ciò! </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>69 Brigade</strong>: Grazie mille ancora a voi per lo spazio che ci avete dato! Vi aspettiamo tutt* sotto palco a divertirvi e sostenere l’evento, arrivate presto e supportate tutte le band! </p>
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		<title>Intervista ai Cesoia</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-ai-cesoia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 09:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[italian punk oi]]></category>
		<category><![CDATA[Oi!]]></category>
		<category><![CDATA[rock'n'roll]]></category>
		<category><![CDATA[Skinhead]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con i Cesoia, band skinhead rock&#8217;n&#8217;roll di Bologna Il quartetto che vede alla voce Gerry, alla chitarra Davide, al basso Matt e alla batteria Mauro è attivo da poco tempo ma ha già una buona quantità di date alle spalle e un album di debutto uscito a fine 2024. Senza indugi andiamo a conoscere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-ai-cesoia/">Intervista ai Cesoia</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con i Cesoia, band skinhead rock&#8217;n&#8217;roll di Bologna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quartetto che vede alla voce Gerry, alla chitarra Davide, al basso Matt e alla batteria Mauro è attivo da poco tempo ma ha già una buona quantità di date alle spalle e un album di debutto uscito a fine 2024. Senza indugi andiamo a conoscere i <a href="https://cesoia.bandcamp.com/album/cesoia-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cesoia</a> e il loro skinhead rock&#8217;n&#8217;roll!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Ciao ragazzi e benvenuti nella nostra ‘zine! Raccontateci un po’ come, dove e quando nascono i Cesoia e di quali altri progetti / band / collettivi avete fatto parte o fate parte tuttora…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gerry: Ciao raga eccoci, io Davide e Mauro ci conosciamo da più di 15 anni tutti migrati a Bologna da terre lontane. Qualche anno fa abbiamo conosciuto Matt e tra varie chiacchiere, birre e cicchetti ci è apparso Robert Jonhson e siamo giunti alla conclusione che forse dovevamo bere meno e che dovevamo mettere su una band che unisse l&#8217;energia del rock and roll e la rabbia dell Oi!. Mauro e Davide vengono dalla Sardegna, dove suonavano in varie band punk, arrivano poi a Bologna per studio e metton su poco dopo gli <a href="https://www.facebook.com/zeman.Oi/?locale=it_IT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zeman</a>. Io ho avuto un po’ di band punk a Napoli prima di venire a Bologna, qui invece durante il lockdown avevo messo su i <a href="https://www.youtube.com/channel/UCSCwEChQI0qGywiRl0z6MaQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Misfatt</a> con Vinc degli Zeman, band demenziale Misfits in chiave neomelodica mai suonato dal vivo ma ci siam divertiti un botto, Matt invece molto tempo fa ha suonato in gruppi garage punk tra i quali i Mod Fuck Explosion.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Le tematiche che esplorate e il vostro stile sono inequivocabilmente working class e skinhead. Parlateci un po’ dei vostri testi e delle idee che volete trasmettere a chi vi ascolta.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: Siamo ogni parola che mettiamo nei nostri testi, dalle risate alla rabbia, dalle ingiustizie sociali a quelle lavorative, dalla lotta di classe a quella quotidiana, dalle sbronze alle odissee notturne per la ricerca dell&#8217;ultimo bar aperto. Insomma dal popolo per il popolo e a chi ci ascolta direi ottima scelta avanti così, Oi!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Qui puoi ascoltare il loro album S/T uscito a dicembre 2024:</em></strong></p>



<iframe style="border: 0; width: 400px; height: 472px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=2918623493/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/artwork=small/transparent=true/" seamless><a href="https://cesoia.bandcamp.com/album/cesoia-2">Cesoia by Cesoia</a></iframe>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Passiamo ora ad un argomento per noi molto importante. Che posto ha la politica nella vostra vita? Ed infine, cosa ne pensate di chi si dichiara skin apolitico?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: La nostra band ha varie anime politiche, siamo contro il fascismo e siamo anticapitalisti, per noi i nemici non vengono dal basso ma dall&#8217;alto, dal controllo ad ogni costo all&#8217;omologazione del divertimento. Siamo tutti politicizzati, essere apolitici non ci appartiene e pensiamo che la politica faccia parte delle nostre vite e prendere posizione su determinati argomenti sia necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Siete gente che gira da parecchi anni a discapito della giovane età della band, volevamo chiedervi come avete visto cambiare le sottoculture skin e punk in questi anni? C’è ricambio generazionale secondo voi o stiamo andando verso la fine delle sottoculture e nel secondo caso, cosa si può fare per invertire la tendenza?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: Ovviamente le sottoculture sono cambiate assieme alla società ma crediamo che comunque chi si avvicina a determinati ambienti come quello skinhead o quello punk abbia in testa gli stessi valori degli inizi, poi ovvio, le teste di cazzo ci sono e ci saranno sempre pronte a farti ricredere ma basta non dargli importanza. I nemici sono altri, non un kids che in qualche modo è inadeguato perché non ha i vestiti giusti o chissà cos&#8217;altro, come dicevano i Business: “Fight the real enemy”. Le cose importanti per noi sono i nostri amici e la scena che portiamo avanti. Il ricambio generazionale a Bologna nei nostri giri è diminuito, perché diminuendo le realtà autogestite diminuiscono i luoghi in cui le individualità si attraversano, ad esempio abbiamo suonato da poco al CPA a Firenze e lì c&#8217;erano molti ragazze e ragazzi giovani a vivere lo spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: A che gruppi vi ispirate musicalmente? Consigliate a chi legge un po’ di band oi! / rock n roll da ascoltare assolutamente… E invece quali sono i vostri guilty pleasure musicali?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: Oltre all&#8217;Oi degli anni &#8217;80 e al glam/bovver rock degli anni &#8217;70, potremmo citare il “punk con giacca Harrington”: &#8211; band come Slaughter and the Dogs, The Ruts e 999 &#8211; cioè bootboys, pub rocker e glam rocker che in qualche modo si sono ritrovati nel punk; il glam da stadio come gli Slade; il delta blues e il country &amp; western l&#8217;aussie rock e il rock n roll della prima generazione come Jerry Lee Lewis e Chuck Berry. Guilty pleasure? Sabrina Salerno e Amanda Lear. band che consigliamo: The Reapers, No Time, Claimed Choice, Mess, Siekera, Tchernobyl, Miners, Rose Tattoo e ovviamente Nabat, The Business ma si potrebbe andare avanti per ore…</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-26653" srcset="https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-1024x683.jpg 1024w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-600x400.jpg 600w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-300x200.jpg 300w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-768x512.jpg 768w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-1536x1024.jpg 1536w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63-18x12.jpg 18w, https://radiopunk.it/25/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-10-ore-14.38.23_230d9a63.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Davide (chitarrista), Gerry (cantante), Matt (bassista), Mauro (batterista e cori)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Che legame avete con la città in cui vivete e con la sua scena? Quali sono le cose che vi piacciono maggiormente e quelle che vorreste assolutamente cambiare di Bologna?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: Veniamo tutti da posti diversi, più che un legame con Bologna è Bologna che ci ha legati perchè qui ci siamo conosciuti. La scena qui è sempre stata molto variegata dall&#8217;ambiente skinhead a quello punk. Ci sono e ci son state realtà molto importanti come: Atlantide, Xm24, A Skeggia, Vecchio Son, Bologna City Rockers. Ora tra t-days, ordinanze e affitti alle stelle, questa città sta diventando un centro commerciale all&#8217;aperto dove chi crea luoghi di aggregazione alternativi è un cattivo esempio che si cerca di cancellare e tra sgomberi, denunce, daspo e diffide diventa tutto più complicato, ma gente che si sbatte ce n’è e lo fa per e con passione, il bello di sta città è questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Cosa bolle in pentola in casa Cesoia? Ci sarà un tour o delle date per presentare questo disco? Uscirà in formato fisico anche? E cosa c’è in generale in futuro in casa Cesoia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cesoia: Date ne stan venendo fuori man mano che suoniamo e man mano le mettiamo sulla pagina fb. Abbiamo deciso di mettere il nostro primo album gratuitamente su tutte le piattaforme e tra più o meno un anno l&#8217;idea è di registrare un altro album e farlo a sto giro anche in formato fisico. Per il futuro non è più quello di una volta, quindi staremo a vedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Punk: Vi salutiamo e ringraziamo tantissimo, noi vi conosciamo da anni, ma magari non tutte le persone che leggeranno vi conoscono. Chi sono Gerry, Mauro, Davide e Matt nella vita di tutti i giorni? Quali lavori, hobby, passioni avete? Infine vince il whisky o il Borghetti se la mettete ai voti? Grazie ancora e alla prossima, oi!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gerry: Allora io faccio il facchino per concerti e teatri, Mauro è un OSS, Matt lavora come traduttore, Davide è un insegnante. Viviamo ascoltando musica, guardando film horror70/80, leggendo, girando per i peggiori bar della città e disturbando la quiete pubblica. Tra il borghetti e il whisky? perchè scegliere? grazie a voi ci vediamo in giro!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto di Francesca Chiari</strong></p>
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		<title>Intervista a Punk4free</title>
		<link>https://radiopunk.it/intervista-a-punk4free/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miss-I]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 09:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Diy]]></category>
		<category><![CDATA[Punk]]></category>
		<category><![CDATA[Webzine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiacchierata con la storica webzine punk4free Chi ci conosce sa benissimo che dobbiamo tantissimo alla webzine punk4free. Ci ha fatto venire voglia di muovere i primi &#8211; discontinui &#8211; passi ormai nel lontano 2011 ed è stata largamente consultata dai punk di tutta Italia grazie ai suoi articoli, alla sezione download gratuito, quella concerti e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Chiacchierata con la storica webzine punk4free</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ci conosce sa benissimo che dobbiamo tantissimo alla webzine <a href="https://www.punk4free.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>punk4free</strong></a>. Ci ha fatto venire voglia di muovere i primi &#8211; discontinui &#8211; passi ormai nel lontano 2011 ed è stata largamente consultata dai punk di tutta Italia grazie ai suoi articoli, alla sezione download gratuito, quella concerti e altro ancora. La notizia della sua ripartenza ci ha fatto enormemente piacere e così abbiamo sentito Joel, che nel corso di questi ultimi anni abbiamo più volte visto di persona e ci siamo detti “hey! intervistiamo<a href="https://www.instagram.com/punk4freep4f/"> punk4free</a>”. Ed eccoci qua!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Ciao e benvenuti nella nostra ‘zine! Chi non vi conosce credo abbia vissuto sotto un sasso negli ultimi anni, però un bel riassuntino della vostra storia penso che faccia sempre bene…</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel: </strong>Ciao ragazzi e grazie per questo spazio con delle ottime domande e conseguenti inutili risposte! A questa domanda può rispondere meglio il caro sberla54 visto che sono arrivato qualche tempo dopo l&#8217;apertura del sito ma, prima di lasciarvi alla sua noiosa e logorroica risposta, faccio un piccolo riassunto. PuNk4free nasce come canale IRC per il file sharing di musica punk, so che per chi è sotto i quaranta quel che ho detto può apparire arabo. Da qui nasce la prima versione del sito nel 2003 da un manipolo di reietti e dall&#8217;idea per l&#8217;appunto di sberlino che è anche colui che si occupa della parte tecnica del sito. Nel 2006 quando il sito era giunto alla versione 2.0 ho fatto l&#8217;esordio e nel breve tempo grazie al mio disturbo ossessivo-compulsivo e di controllo maniacale sono diventato uno degli admin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> In realtà io non ho avuto né l&#8217;idea di aprire il canale IRC né quella di creare il sito. Sono sempre stato lo stupido gregario che poi si ritrovava a portare avanti tutto, quando gli altri si rompevano i coglioni. Il canale IRC è nato attorno al 2000. La prima versione del sito, nel 2002 o 2003, la tirò su un mio amico, un utente del canale IRC, Andrea (Swingin82), una delle tante persone con cui ho parlato ore ed ore ma che non ho mai incontrato di persona. Poi nel 2004 ho preso in mano tutto io. È difficile spiegare, a chi non c’era in quegli anni, l’idea che avevamo allora. Non c’era YouTube, non c’erano i Torrent, non c’erano i social, ed eMule era appena arrivato. Inizialmente volevamo solo pubblicare i videoclip che trovavamo in rete (su IRC, WinMX, eMule, o su dei server FTP), poi abbiamo iniziato a registrare e pubblicare qualche live dei concerti (e non avevamo i cellulari). Ma non c’erano neanche Bandcamp, SoundCloud, o Spotify, quindi un po’ per caso abbiamo iniziato a mettere online i dischi dei gruppi che avevano bisogno di uno spazio. La verità è che quella di farvi scaricare i dischi è diventata presto una scusa per farvi leggere quello che avevamo da dire, per adescare un pubblico che avesse una ragione per ascoltarci. Per contare qualcosa. Per fare la nostra parte. Per essere utili. Per essere visti. Adesso, a 40 anni, è difficile dire il perché. È difficile spiegare il senso di urgenza che ci sentivamo addosso.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.radiopunk.it/25/it/">Radio Punk</a>: Facciamo un salto ad oggi, cosa vi ha fatto scattare la molla di riprendere in mano il sito e di cosa vi occuperete? Mi sembra di aver capito che foste soltanto in pausa, per cui ci saranno grandi novità o continuerete sulla scia di quello che avete sempre proposto?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> In realtà non abbiamo &#8220;ripreso in mano&#8221; semplicemente, dopo una pausa forzata dovuta all&#8217;implosione del fottuto server e conseguenti bestemmie, abbiamo deciso di aggiornare quanto più possibile il sito ma, visti gli impegni di vita dovuti ad età avanzata, abbiamo perso più tempo del previsto. Grandi novità nelle nostre teste ci saranno ma nella pratica non penso che le attueremo mai, è già tanto che con un lustro di ritardo abbiamo aperto una pagina Instagram, quindi direi che continueremo con quello che facevamo ma togliendo spazio ad articoli presi da altri siti, poi chissà cosa accadrà. Intanto cercheremo di far tornare la sezione concerti così come era, in modo tale da mantenere tutte le sedi inserite in passato. Poi poco altro a parte cercare di essere più presenti sul territorio con la distro, riprendere le co-produzioni e magari in futuro tirar fuori una nuova compilation in vinile per festeggiare i 25 anni di attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54: </strong>Io ho pensato seriamente di mollare il colpo e di lasciar morire tutto. Mia moglie e tutti i miei amici mi dicevano che non aveva senso, che PuNk4free aveva fatto il suo corso, che era un progetto morto e fuori dal tempo. E che rimetterlo in piedi sarebbe stato un lavoro enorme, in un periodo in cui il tempo libero non esiste più ed i soldi certe cose non possono comprarle. Ed il punto è che è tutto vero. È tutto giusto. Ma io non ce l’ho fatta. Lasciar morire PuNk4free avrebbe voluto dire lasciar morire una parte di me, che probabilmente è già morta, ma a cui non sono ancora pronto a fare il funerale. È stato un lavoro lungo, orrendo, noioso, disperato e frustrante. Ma ho ed abbiamo rimesso online PuNk4free per rispetto verso il suo passato, verso il passato di tutti quelli che da PuNk4free ci sono passati e che poi sono spariti chissà dove. Verso la scena punk italiana di quegli anni. È un periodo in cui penso ancora più spesso del solito alla morte, a cosa rimane, a cosa ho lasciato, e sicuramente PuNk4free è un qualcosa che qualcuno, spero, si ricorderà. Per le “Grandi Novità” dovrei licenziarmi, ma sono un servo del capitale e non posso. Con molta calma mi piacerebbe caricare su YouTube una selezione dei nostri dischi migliori, per permettere a tutti di ascoltarli in streaming e per creare una sorta di “Radio PuNk4free”. Ma è un altro lavoro enorme ed orrendo. A breve cercherò almeno di aprire i canali Telegram e WhatsApp per le notifiche dei nuovi articoli.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Com’è cambiata la redazione in questi anni? C’è ancora oggi un interesse e un entusiasmo da parte delle persone per scrivere o c’è l’apatia più assoluta? I gusti musicali all’interno della redazione sono diversi tra loro o siete piuttosto compatti tra di voi?&nbsp;</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel: </strong>La redazione non è mai stata stabile il che è anche un vantaggio, abbiamo avuto tantissimi collaboratori anche se purtroppo da qualche anno (ben prima della chiusura) si è ridotta all&#8217;osso. Al momento siamo pochissimi e siamo aperti a nuove persone sia per quanto riguarda recensioni, interviste e approfondimenti ma sono ben accette nuove idee e proposte di collaborazione, basta scrivere alla nostra mail. I gusti sono sempre stati abbastanza omogenei per quanto riguarda tutto ciò che gravita nell&#8217;hardcore punk mentre abbiamo quasi sempre snobbato generi come il punk rock. Personalmente poi ho un ripudio per tutte quelle contaminazioni rap nell&#8217;hardcore e tendenzialmente ho sempre &#8220;rimbalzato&#8221; le richieste di chi propone il genere anche se qualcosa di tanto in tanto è passata sulle nostre pagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> In realtà all’inizio pubblicavamo anche recensioni hardcore melodico, punk rock, streetpunk oi, pop punk, o di qualsiasi altra cosa punk che suonasse sincera. E mi piacerebbe che fosse ancora così. Ma col mio passare in seconda linea e col ricambio continuo che c’è stato nella redazione, la linea si è effettivamente compattata sul punk hardcore. Ad essere sincero, negli ultimi 14 anni, da quando ho iniziato a lavorare, non sono più riuscito a stare dietro allo staff e non ho avuto modo di conoscere chi ha collaborato con noi, non ci ho nemmeno mai parlato. Ha fatto tutto Joel. Io sono stato il system administrator nell’ombra, che tiene in piedi la parte tecnica. Esattamente e tristemente quello per cui di solito mi pagano. PuNk4free è sopravvissuto come un organismo autonomo, parte di me ma al tempo stesso esterno. Come un tumore.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: …e invece da parte di chi legge e si informa sulla controcultura punk, l’enorme fatica con cui diamo via fanzine e la bassa quantità di fanzine e webzine nuove esistenti in Italia fanno un po’ spavento. Che cambiamento avete notato da quando avete iniziato ad oggi? Voi leggete o seguite con assiduità webzine o fanzine e se sì quali?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> Che domanda! Rispondendo passo per il vecchio di merda che si lamenta dei tempi che cambiano ancorato ad un passato che non c&#8217;è più… ed in effetti è proprio così. Dal mio punto di vista i cambiamenti ci sono stati e purtroppo i lati negativi superano quelli positivi. Tutto è sprofondato in un baratro da quando sono arrivati i social, o per meglio dire l&#8217;abuso dei social, che da utili strumenti di aggregazione si sono trasformati in mostri che fagocitano qualsiasi cosa. Tutto corre troppo veloce e noto una superficialità disarmante nelle proposte ed in chi ne usufruisce. Spesso sembra che le persone si fermino ai titoli senza nemmeno prendersi la briga di leggere il contenuto, tutto scivola addosso e questo ha comportato un decadimento con la conseguente morte di tantissime webzine e fanzine. Essendo un amante del feticcio materiale oggi faccio davvero fatica a trovare fanzine interessanti, se la qualità estetica ora è cresciuta grazie a strumenti alla portata di tutti, i contenuti invece li trovo spesso scadenti. Una fanzine come ad esempio Porrozine ad oggi rimane un miraggio. Detto questo cerco di seguire tutto quello che trovo, che è ben poco e, almeno al momento, a parte voi di Radio Punk faccio fatica a seguire altro. Ammetto che è anche un mio limite perché certe webzine come Punkadeka le trovo patinate e adatte ad un mondo punk mainstream e &#8220;di moda&#8221; che non mi appartiene. Comunque vi ringrazio per i tanti nemici che con le risposte a questa domanda mi sono appena fatto!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> Io sono un nerd e le fanzine cartacee mi hanno sempre interessato poco. Sono belle, le compravo, le ammiravo 10 minuti, e spesso le mettevo in cantina senza neanche finire di leggerle. Non mi mancano, avevano senso quando avevano senso, quando erano l’unico strumento per auto-produrre e mandare in giro quello che avevi da dire. Io è una vita che passo la maggior parte delle mie giornate davanti ad un PC e quello che voglio leggere deve essere dentro ad un PC. In questo senso mi dispiace di aver visto morire un sacco di magazine che speravo sopravvivessero (come PuNk4free), ad esempio Hardcorella Duemila, Troublezine, SkatePunkers, PunkRockVidz, NecessitoHC, Spremi Le Meningi, IoPogo, Blackout69, Heavy Planet, Stoner Rock EU, ed un sacco di altri di cui neanche ricordo il nome. Gli unici sopravvissuti che mi vengono in mente sono proprio quelli di Punkadeka, che personalmente ho sempre rispettato e che sono contento di vedere ancora online. La loro compilation del 2001 l’ho adorata. Ma è chiaro che loro sono altro rispetto a noi, fanno qualcosa di diverso. Anche i giornali generalisti di musica più famosi mi rompono i coglioni, come Rolling Stones, RockIt, SentireAscoltare, Impatto sonoro, LoudWire o Pitchfork. Li seguo, li leggo, e non ci trovo quasi mai un cazzo che mi piaccia. Ma probabilmente sono solo distratto.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Quali sono i contenuti/sezioni più apprezzati da parte di chi vi segue?</strong> <strong>Recensioni, news, interviste, sezione concerti, sezione download, o altro?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> Questa è facile. Indubbiamente la sezione download, forse la caratteristica principale di PuNk4free, e in passato la sezione concerti. Per quest&#8217;ultima però vale il discorso precedente: con l&#8217;avvento dei social la ricerca di concerti si è spostata, tant&#8217;è che diverse realtà (ad esempio Spremi le Meningi o IoPogo) hanno cessato di esistere e, se ci pensiamo bene, il caro vecchio attacchinaggio di flyer è purtroppo scomparso. Altra sezione che in passato andava per la maggiore era quella dei testi ma vale il discorso appena fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> Io vorrei saperlo ma non lo so. Per dirvelo con certezza dovrei avere, per deformazione professionale, dei dati che non ho mai raccolto. Ma a sentimento credo anch’io che la sezione più apprezzata sia quella delle recensioni e dei download. È l’unica di cui la gente parla e che è veramente utile. Anche la sezione concerti piaceva sicuramente molto, lo vedevamo dalla mole di utenti che ci lavorava. Delle sezioni a cui tengo parecchio sono quelle sul cinema, l’arte, i libri ed i racconti ma non so quanto siano mai state cagate, ed ormai sono un po’ abbandonate. Nella sezione “Politica” con le news di attualità ci abbiamo investito moltissimo, ma ora l’abbiamo nuclearizzata, perché in effetti nel 2024 non ha veramente senso usare un sito per ripubblicare articoli di altri siti, toglie solo spazio e visibilità alle cose scritte da noi ed ai gruppi che ci mandano i dischi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Immaginiamo che in questi anni vi saranno capitate delle situazioni assurde e grottesche e alcune estremamente belle e gratificanti, via mail, via social, di persona… Ce ne raccontate qualcuna?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> Di grottesche ne sono capitate parecchie, potrei scriverci un libro. Una delle più divertenti, a mio modo di vedere, è accaduta qualche anno fa, quando siamo stati etichettati, tramite mail, con il termine &#8220;Fascist4free&#8221; per via di una recensione poco lusinghiera. Non sono mancate nemmeno situazioni positive e gratificanti come ad esempio una delle più recenti ovvero l&#8217;accoglienza al Margini Fest di Grosseto, apprezzamento e complimenti da tantissime persone per quanto fatto con il sito in questi anni, qualcosa di inaspettato sia per via della lunga chiusura sia perché davvero non avevo mai pensato che per qualcuno quello che facciamo possa essere stato minimamente importante!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> Mi ricordo un concerto che avevamo organizzato a Milano nel 2006, in un centro sociale occupato gestito da un collettivo vicino all’ideologia comunista. Ci volevano mettere le mani addosso perché i gruppi si erano portati la birra da soli, invece di comprarla al locale, e perché in scaletta c’era un nostro caro amico che suonava con lo pseudonimo, chiaramente ironico, di “Ebbreo88”. Ad un altro concerto benefit che avevamo organizzato nel 2007 a Genova mi hanno “rubato” lo zaino per sbaglio, costringendomi a tornare a casa in treno senza un cazzo di niente, ed ad iniziare una lunga corrispondenza via mail per farmelo rispedire a casa (a spese mie). Ad un altro concerto che avevamo organizzato a Monza nel 2008 suonavano anche i Self Justice, un gruppo hardcore di miei amici di Imola, la mia città natale. Così io ed i Self Justice ci siamo ritrovati per caso a mezzo metro da un tizio con in mano una tanica di benzina, chino su di un generatore elettrico, intento a riempirlo con una sigaretta in bocca, pronto a farci saltare tutti per aria. Prima di un altro concerto a Milano, io, ThePuNkshOw (storico ometto scena e terza anima di PuNk4free), e Riki Punk abbiamo tamponato un autobus: mi ricorderò per sempre la faccia dell’autista e dei passeggeri alla vista delle loro creste. Poi anni fa un nostro collaboratore è stato arrestato e messo in galera al 41 bis (se non ricordo male) per essersi macchiato del terribile crimine di aver tradotto e diffuso volantini ed altro materiale anarchico. Veramente una brutta storia, di cui alla fine abbiamo saputo poco. Tra le situazioni che ricordo con affetto, invece, c’è sicuramente il “Massacro Punk Hardcore” del 2009 al XM24 di Bologna, quando finalmente riuscimmo a conoscerci quasi tutti di persona. Quella stessa sera Martin degli RFT (ora nei Sempre Peggio) mi abbracciò e mi diede un bacio sulla guancia per una recensione super positiva che gli avevo scritto. Una soddisfazione simile l’ho provata quando ho potuto recensire un disco del mio tatuatore dell’epoca, che suonava (e suona) nei Lyon Estates. O quando ho potuto pubblicare i diari dalla Palestina, o i racconti su vecchie partigiane dimenticate, di alcuni miei amici. Sicuramente quando riuscimmo a far uscire nel mondo reale la PuNk4free Compilation, nel 2012 è stato un bellissimo momento che ricordo ancora con incredulità. Un po’ come ogni volta che vedevo il nostro logo sui dischi che co-producevamo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: la domanda che in molte persone ci hanno chiesto: perchè “anarcoposer”?! Altra cosa che ci è stata chiesta di domandarvi è: quanti giga di materiale e quante band sono state sui vostri server? La storia che i server sono a casa vostra e che 2 anni fa avete fritto tutti gli HD è vera?</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> Anarcoposer non vuol dire un cazzo di niente, io non so nemmeno di preciso da dove nasca, probabilmente da un&#8217;idea malsana di qualcuno dello staff quando il sito è stato messo su negli anni in cui spopolava il termine poser. L&#8217;unica cosa che so è il vecchio slogan per intero che era &#8220;Anarcoposer Flower File-zine&#8221;, direi anche peggiore. Per quanto riguarda il numero di band non lo so con precisione ma tantissime, facendo una stima poco accurata siamo nell&#8217;ordine delle 2000, per un totale di 80 GB di materiale scaricabile. La storia del server è vera a metà, non so chi abbia tirato fuori la teoria del server in casa ma questa parte è falsa mentre la parte della frittura purtroppo è verissima, la cosa che ci ha fatto più incazzare è che questo server lo pagavamo profumatamente e, da un giorno all&#8217;altro, si è irrimediabilmente distrutto con tutti i dati del sito, ma per nostra fortuna abbiamo sempre fatto dei backup per i fatti nostri ed abbiamo potuto recuperare tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54: </strong>Si, “Anarcoposer” l’ho inventato io. Era un modo per non prenderci troppo sul serio e per dire alla gente di fare altrettanto. In quel periodo erano tutti “Anarcopunk”, in tanti si credevano stocazzo, ma dopo qualche mese sparivano nel nulla. Mentre noi volevamo stare lì, a testa bassa, a fare della legna. E ci divertivamo a farlo, volevo che si capisse. Ma volevo anche che si capisse che, nonostante il nome un po’ “pubblicitario”, eravamo underground, e per noi il punk non era solo musica, era anche tutto il resto. A tenere il sito hostato su un server in casa mia ci ho pensato davvero, attorno al 2003, quando vivevo ancora coi miei, avevo anche comprato l’hardware e preparato le configurazioni di Linux, ma alla fine ho lasciato perdere perché sarebbe stata una complicazione inutile, ed avremmo offerto un servizio di merda, lento ed altalenante, solo per risparmiare quattro lire. L’anno scorso siamo andati offline perché da almeno 10 anni il sito era hostato su un VPS, un server virtuale privato, nel data center di un piccolo provider italiano. Una roba da 400 euro all’anno, non proprio regalata. Ma dato che negli ultimi 10 anni non avevo mai aggiornato la piattaforma software del sito, il nostro server faceva ancora parte della loro linea di prodotti più vecchia, di cui evidentemente non gli fotteva più un cazzo. Un bel giorno i loro hard disk dentro al NAS collegato a quella linea di server si sono rotti, ci hanno detto che non erano ridondati da nessuna parte, che i dati erano persi e che ne approfittavano per chiudere quella linea di prodotti. Veramente dei barbari. Ma se siamo riusciti a rimanere o ritornare online per 20 anni è perché, dal punto di vista informatico, abbiamo sempre fatto le cose per bene, con un approccio professionale, spendendoci soldi e tempo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Radio Punk: Vi ringraziamo e chiudiamo chiedendovi la top 5 (come nel romanzo “Alta Fedeltà”) dei vostri dischi preferiti!</strong> </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joel:</strong> Top 5 di ognuno di noi per forza di cose, dato che il caro sberla ascolta solo merda tendente al melodico da emo sfigato col ciuffo, peccato che lui sia un pelatino di merda. In ogni caso una classifica non la saprei stilare poichè ascolto tantissima roba hardcore, soprattutto italiana, sia del passato che recente. Posso fare un compromesso con i cinque dischi che al momento ascolto più assiduamente: “SudDisorder &#8211; Senza Amor Non Vale Nulla”, “Dalton &#8211; Papillon”, “Gli Ultimi &#8211; Sine Metu”, “Contrasto &#8211; Solo Per Te”, “Fall Of Efafra &#8211; Owsla”. Ma potrei continuare ad annoiarvi con gruppi e dischi per ore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiusura ci tengo a ringraziarvi per aver sprecato tempo e spazio per le nostre inutili parole e per tutto quello che fate, a costo di sembrare melenso (e di scartavetrarmi la lingua contro i vostri giovani culi) siete un faro per l&#8217;hardcore punk e spero che rimarrete in sella per tanto tempo!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sberla54:</strong> Io e Joel è un po’ di mesi che non ci vediamo quindi lui non sa che adesso ho i capelli e la barba lunga e sono bello, bello, in modo assurdo. Una “Top 5” è sempre una di quelle domande a cui è impossibile rispondere, per dischi, film, libri, o qualsiasi altra arte. Come fai a sceglierne così pochi? È un insulto a tutti gli altri! E sicuramente fra due giorni hai in testa una classifica diversa. Comunque, per il punk hardcore direi “Finalmente Vi Odio Davvero” degli Skruigners, “Tutti Pazzi” dei Negazione, “Torino Rock&#8217;n&#8217;Roll Starz” dei Bellicosi, “The Will” dei Kafka, e “Forti Di Incomprensioni Instabili” degli Arsenico. Per tutti gli altri generi ci tengo a dar fastidio a qualcuno dicendo “Let&#8217;s Talk About Feelings” dei Lagwagon, “All The Best Songs” dei No Use For A Name, “Blue Skies, Broken Hearts” dei The Ataris, “Something To Write Home About” dei The Get Up Kids, “What It Is To Burn” dei Finch, e “666 Motor Inn” dei Satanic Surfers.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giovani, grazie di cuore per questa intervista! Sono qui a rispondervi all’una di notte con un mese di ritardo perché questo lo ricorderò sicuramente come uno di quei pochi momenti gratificanti di cui parlavamo sopra. Un abbraccio!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://radiopunk.it/intervista-a-punk4free/">Intervista a Punk4free</a> proviene da <a href="https://radiopunk.it">Radio Punk</a>.</p>
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