diyno mixtape febbraio 2026

Diyno Mixtape: il meglio delle uscite di febbraio 2026 – i nostri consigli

Le uscite di febbraio 2026 che vi consigliamo nella nostra rubrica mensile Diyno Mixtape

Anche in questo mese di febbraio abbiamo scoperto e ascoltato tanta roba, selezionando per voi le uscite che trovate in Diyno Mixtape. Come sempre ampio spazio a diversi sottogeneri e band provenienti da vari Paesi del mondo. Buon ascolto!

Siate curiosx e se avete consigli o pareri da darci sulle uscite di febbraio, scriveteci pure sui nostri social o via mail!

Se vi interessa la copia fisica di questi album scriveteci pure a info@radiopunk.it dato che alcuni sono presenti in catalogo, altri potrebbero essere disponibili su ordinazione.

In questo articolo:


Street Punk Oi!

Flick Knives – Burn Down Start Again (Ring of Fire Records, Mad Drunken Monkey Records | LP 12”)

Distruggere tutto quello che non va e avere sempre il coraggio di ricominciare da capo, conservando la giovinezza dello spirito e restando sempre fedeli a ciò che siamo: questo l’incoraggiante messaggio del nuovo EP della band di Colonia, Germania. I 5 brani sono presenti su un lato del disco in vinile, mentre sull’altro lato troviamo l’EP precedente “Knife-by”, del 2024. Streetpunk essenziale ma melodico impreziosito da un maestoso organo Hammond, con testi in inglese altrettanto essenziali, diretti ed efficaci. Una vera delizia per le orecchie e per il cuore!


Razzapparte – L’Etrusco Uccide Ancora (Crombie Media | CD)

Questo nuovo mini-album della band viterbese si compone di 6 canzoni, tra cui 2 remix, oi! street punk di grande qualità e originalità. Ti rimangono in testa sin dal primo ascolto e grazie anche all’ottima copertina di Mattia Dossi, raffigurante il demone etrusco Tuchulca, possiamo dire che questa uscita per i 30 anni è davvero una splendida gemma. Ah, per la cronaca, “L’Etrusco Uccide Ancora” è un film cult del 1972… ma non ve lo spoileriamo! Dedicate qualche minuto all’ascolto di quest’ottimo disco!


Punk Rock

Silent Trouble – Good Times Don’t Last

Viviamo in un mondo che premia la competitività a scapito della cooperazione e considera l’empatia una debolezza e “underachiever” chi vorrebbe solo vivere in pace senza lottare per soldi e carriera e in un tempo sempre più simile al 1933 con il dilagare di fascismo e razzismo. La band da Ludwigsburg/Stoccarda, Germania, nata come progetto solista acustico e poi divenuta un quartetto, è molto attenta alle problematiche politiche e a quelle legate alla salute mentale e promuove il rispetto e la gentilezza da contrapporre all’odio e alla violenza. Questo primo full-length, che comprende i singoli usciti nei mesi precedenti più 4 brani inediti, ci propone un punk rock molto orecchiabile con melodie che richiamano il cantautorato rock’n’roll e blues. Un gran bell’album di esordio, non lasciatevelo sfuggire!


Grippers – Disobedient Mental Attitude (Potencial Hardcore | CD / LP 12”)

Terzo lavoro per la band madrilena, attiva già da oltre un decennio, che ci presenta 8 nuovi brani, cantati in inglese, di punk rock energico e grintoso con molteplici influenze, dal rock’n’roll al metal. Una piacevolissima sorpresa è la partecipazione di Aimee degli Interrupters in “Never Say Goodbye”, brano che invita a non dimenticare mai le proprie radici e la propria essenza liberandosi dalle imposizioni esterne. Un disco coinvolgente da ascoltare a tutto volume e che sicuramente funzionerà alla grande dal vivo!


Ska Punk

tryingtogetby – pay attention

Se amate gli accostamenti musicali improbabili vi farete sicuramente incuriosire da questo bizzarro mix di ska, punk e hip hop, progetto solista del cantautore e session musician americano Ty Miller, di cui avevamo già apprezzato “No Time To Waste”, del 2023. Ma nei 5 brani che compongono questo EP grande importanza hanno anche i testi, di fortissima valenza politica. La title track, per esempio (qui il video con il testo) è una lucida disamina di quanto sta accadendo e un invito all’America, e al mondo, che resiste: non lasciamoci sviare dai media, ma apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi. “Wake up, pay attention!”.


Hans Gruber and the Die Hards – Or Hans Gruber and the Die Hards (DIY | LP 12”)

Senza preavviso, come un fulmine a ciel sereno, arriva dal Texas quest’opera monumentale che ci lascia letteralmente a bocca aperta. Oltre trenta persone, tra cui le band Bondbreakr, The Odd Advantage e Doom Scroll hanno suonato nei 12 brani, e la lista degli strumenti utilizzati è impressionante e comprende guira, theramin, sousafono, violino viola e violoncello, fisarmonica, arpa e molti altri. Anche i generi musicali sono molteplici e si spazia con disinvoltura dallo ska-punk al metal, dal folk all’hardcore, dal progressive alla cumbia, persino all’interno dello stesso brano, eppure si ha l’impressione di ascoltare un disco coerente e compatto. Un disco ridondante, al tempo stesso caotico e ordinato, apocalittico e salvifico. Lo specchio dell’America del melting pot di lingue, etnie e culture, l’America libera, sfrontata e un po’ sopra le righe, l’America che si ribella allo stato attuale delle cose. Perché i testi, lucidamente sarcastici, parlano di ingiustizie, disastri ambientali e politici parassiti come mali da estirpare per il bene comune:

“One day, the houses we build won’t be for the rich They’ll be for our families, they’ll be for our friends There’ll be no more landlords, there’ll be no more rent ¡Rebeldía hoy en día! Tenemos que resistir”

Questo capolavoro è un’esperienza sensoriale e va ascoltato più e più volte per poterne apprezzare ogni sfumatura: senza dubbio alcuno, finisce di diritto fra i migliori album dell’anno!


Crust punk

Hope? – Hell On Planet Earth (Agipunk, Desolate Records | LP)

La band con membri tra Portland e Minneapolis esce con questo album di debutto caratterizzato da atmosfere gelide, ritmi serrati e riff furiosi. In queste 9 tracce imperversa il tiro crust della band con influenze hardcore punk con le diverse voci che si intrecciano benissimo creando un mix dinamico, potente e originale. Riguardo le tematiche, come si può evincere dal nome, questo album attraversa il dolore, la disperazione e la rabbia alla ricerca di un senso di comunità in questo mondo marcio e alla deriva. Tra le migliori uscite crust degli ultimi anni, non perdetevelo!


Dissekerad – Väggarna Rasar (Phobia Records, Desolate Records | LP)

Se hai in formazione membri di Totalitar, Avskum e Krigshot – giusto per citarne alcuni – è parecchio difficile tirare fuori un disco brutto. E in effetti in questo nuovo album i Dissekerad non tradiscono le aspettative e in queste 12 canzoni ci deliziano con un hardcore / crust fedele alla scuola svedese. In questi tempi cupi c’è bisogno di rassicurante rumore semplice ma fatto bene e la band di Stoccolma è una garanzia!


Kläpträp – The Infernal Machination (Phobia Records | LP)

La band con membri sparsi tra la Ruhr e Halifax esce fuori con queste 12 tracce a cavallo tra il crust punk, l’hardcore e l’anarcho punk. Il sound ruvido anni ’80 e l’alternanza delle voci maschile-femminile – con alcune canzoni cantate in tedesco e le altre in inglese – catturano subito l’attenzione grazie all’incredibile dinamismo che si crea già dal primo ascolto. Cercando info qua e là ho scoperto che nella band ci sono componenti di band quali Visions Of War, Doom e Excrement of War, giusto per citarne alcune. Insomma, un sigillo di garanzia! Ma al di là dei nomi illustri, l’album spacca e scorre via che è un piacere!


Hardcore Punk

Vipers – S/T (Swimming Faith Records, Broken Skull, Undershows, Feral Kid Records | 7″)

Dagli States arriva questa mina pazzesca partorita dalla mente di Nick Candela, già presente in band quali Sem Hastro e Coke Bust. 7 pezzi tiratissimi, frenetici e cantati con questa voce massiccia e a tratti demoniaca. Oltre ai riff veloci e a tratti rock’n’roll, grazie a questi assoletti agitati, c’è un’alta dose di hardcore punk anni ’80. Se vi piacciono band come Circle Jerks, SOA, Raw Power e D.O.A. siete nel posto giusto!


Eskupa – Demo ’26

La copertina a dir poco accattivante, un mix tra una cosa tenerissima e l’oscurità più truce, mi ha colpito da subito. Poi ho cliccato play e ho trovato quel punk hardcore grezzo e caotico che se fatto bene come in questo caso mi prende bene! La voce di Dani che pare arrivare dall’oltretomba e questi feedback onnipresenti sono la ciliegina sulla torta. 4 tracce molto interessanti di questa band del Costa Rica!


Perro Mundo – Xicago (Extinction Burst | 7″)

Sin dal primo ascolto mi hanno ricordato i Canal Irreal, altra band davvero interessante di Chicago, di cui vi avevamo parlato tempo fa e che vi consigliamo di recuperare. In queste tracce cantate in spagnolo a cavallo tra l’hardcore punk e il punk rock troviamo melodia, rabbia, politica e personalità. 4 canzoni ma dense di attitudine, ascoltare per credere!


Post Punk

Orsini – Ezin Atera (DDT banaketak, Tough Ain’t Enough, Antídoto, Andalucía Über Alles, Crapoulet records | LP)

Gli Orsini vengono da Bilbao e “Ezin Atera” non è il classico disco post punk dai suoni cupi, al contrario è un album che infonde molta carica e presa bene! Piacevolissimo da ascoltare, con due chitarre limpide e distorte, un bel basso presente e una batteria ritmata e frizzante. I testi esplorano diversi temi come l’uscire più forti dai momenti bui, la gentrificazione e lo spirito DIY che per la band rappresenta “a way of staying true to who we are, and building things together” (un modo per restare fedeli a se stessi e per costruire le cose insieme). Dal sapore anni ’80 ma con un tocco di modernità, proprio come piace a noi. Super!


Anarco Punk

Minoranza Di Uno – Lettere dal Fronte

17 minuti di parole, 7 poesie lette dalle varie voci della band adagiate su uno sfondo musicale dolcemente ipnotico. La Minoranza di Uno ci stupisce con questo album spoken word, così diverso dai lavori passati ma incredibilmente fedele allo stile della band. “Lettere dal fronte” è difficile da descrivere, scivola via senza lasciarti la pesantezza che solitamente contraddistingue la poesia ma lasciando un piccolo solco interiore che ti fa gurdare le cose con una lente diversa. Un album che riesce ad essere dolce e amaro, introspettivo e politico, intenso ma anche delicato e che sentiamo essere importante nella storia di questa meravigliosa band del nord-est. Ora, cliccate play e sentitevi parte del disco immedesimandovi in chi riceve le lettere dal fronte, ogni altra parola è superflua… Grazie Minoranza!